Voli, stop ai supplementi carburante: il Codacons prepara azioni legali

L’Ue chiarisce: il prezzo del biglietto deve includere tutti i costi. Possibile class action per i passeggeri che hanno pagato extra dopo l’acquisto

A cura di Redazione
10 maggio 2026 12:30
Voli, stop ai supplementi carburante: il Codacons prepara azioni legali - Foto: Redazione
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Una vittoria dei consumatori su tutta la linea, che rende ora possibili azioni risarcitorie in favore degli utenti del trasporto aereo. Lo afferma il Codacons, associazione capofila in Italia nella lotta ai balzelli richiesti dalle compagnie aeree, che affila le armi legali dopo le linee guida pubblicate oggi dall’Unione Europea in tema di trasporto aereo.


Secondo quanto pubblicato oggi dall’Ue “le compagnie aeree non possono includere termini e condizioni che consentirebbero loro di aumentare il prezzo del biglietto rispetto a quello pubblicizzato al momento dell’acquisto semplicemente perché il carburante era più costoso di quanto avessero previsto. Anche se tali clausole flessibili dovessero essere considerate supplementi di prezzo facoltativi, dovrebbero essere comunicate in modo chiaro, trasparente e inequivocabile all’inizio di qualsiasi processo di prenotazione e la loro accettazione da parte del cliente dovrebbe avvenire su base volontaria (“opt-in”). Di conseguenza, i vettori aerei i cui termini e condizioni consentono ancora l’applicazione di supplementi carburante dopo la vendita del biglietto devono modificarli, in quanto non sono conformi al Regolamento (CE) n. 1008/2008”.
Grazie alle precisazioni dell’Ue viene ribadito un concetto chiaro: a chi ha acquistato un biglietto aereo non possono essere richiesti in un secondo momento supplementi legati all’aumento del carburante, in quanto la normativa comunitaria prevede che al momento dell’acquisto di un titolo di viaggio al consumatore sia prospettato il prezzo finale comprensivo di tutti gli oneri, supplementi, tasse e costi – spiega l’associazione – Non a caso l’Antitrust, accogliendo l’esposto presentato dal Codacons, si è già attivata nei confronti di Volotea – compagnia spagnola che nelle ultime settimane ha applicato un supplemento cherosene fino a 14 euro a passeggero – chiedendo all’associazione di fornire tutta la documentazione e le segnalazioni ricevute dai consumatori italiani al fine di valutare modalità e trasparenza delle comunicazioni e la legittimità della pratica commerciale contestata.


E proprio il Codacons ha deciso di affilare le armi legali: dopo le precisazioni odierne dell’Ue l’associazione sta valutando le azioni legali da intraprendere a tutela dei passeggeri che, dopo l’acquisto di un biglietto aereo non rientrante in un pacchetto vacanza, si sono visti richiedere supplementi legati al carburante, compresa una possibile class action volta a far ottenere ai viaggiatori italiani la restituzione di quanto versato.

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