LA SOTTOLINEATURA

Diritto alla riparazione, il Codacons lancia l’allarme: "Costi a carico dei consumatori e regole poco chiare"

L’associazione critica le nuove norme europee entrate in vigore in Italia: dalla diagnostica a pagamento ai prezzi e tempi definiti “ragionevoli”, fino alla disponibilità dei ricambi

A cura di Redazione
22 ottobre 2026 19:00
Diritto alla riparazione, il Codacons lancia l’allarme: "Costi a carico dei consumatori e regole poco chiare" - Foto: Redazione
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Le novità in tema di riparazione dei beni rappresentano l’ennesima iniziativa europea che sulla carta appare come una rivoluzione, ma che nella pratica rischia di tramutarsi in un palloncino bucato. Lo afferma il Codacons, commentando le nuove regole che scattano oggi in Italia.


Le nuove norme, seppur pensate per favorire i consumatori, presentano più di una criticità – spiega l’associazione – In primo luogo per sapere se un prodotto potrà essere riparato e i relativi prezzi, potrà essere richiesto un costo di diagnostica al consumatore. Il decreto prevede infatti che “quando è necessario un servizio di diagnostica, compreso un esame fisico o a distanza, per individuare la natura del difetto, il tipo di riparazione e per stimare il prezzo della riparazione, il riparatore può chiedere al consumatore di pagare i costi necessari di tale servizio”, circostanza che spingerà una consistente fetta di utenti a rinunciare del tutto al diritto alla riparazione, soprattutto per quei prodotti più “anziani” e che hanno subito una perdita di valore nel tempo: in sostanza se un prodotto è vecchio il consumatore può non avere alcuna convenienza nel pagare prima un preventivo, e poi i costi di riparazione. La normativa, poi, prevede che la riparazione debba essere eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed entro un periodo di tempo ragionevole.

Concetti entrambi vaghi che si prestano ad interpretazioni di parte: uno stesso prezzo può essere ragionevole per il fabbricante ma non per il consumatore, così come il tempo di una riparazione, che cambia a seconda dell’uso che un cittadino fa di un determinato bene. Altra criticità riguarda i pezzi di ricambio, che secondo l’Ue devono essere forniti a prezzi ragionevoli, ma che potrebbero non essere più disponibili per i prodotti meno recenti. Anche qui poi il termine “ragionevole” è generico e ambiguo. Infine è prevista una piattaforma europea online per la riparazione che contribuirà a collegare i consumatori con i riparatori, ma questa sarà attiva solo entro il 31 luglio 2027.

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