Debutto dei Cockn’y Outcast: online il singolo “In Milan Town Tonight”
L’ensemble nato a Wandsworth reinterpreta “Il cielo di Milano” e accende i riflettori sulle contraddizioni sociali della città alla vigilia delle Olimpiadi 2026
È disponibile in digitale “IN MILAN TOWN TONIGHT (February 6th 2026)” (https://vm.group/in-milan-town-tonight-3en-t), il singolo d’esordio di COCKN’Y OUTCAST, l'enigmatico ensemble sonoro emerso dai confini ibridi tra narrazione urbana e creatività digitale. Il brano del gruppo esordiente è stato prodotto e arrangiato dai Dead Poets Club, che si sono resi disponibili a supportare il gruppo emergente e a dare nuova vita internazionale a “Il cielo di Milano” di Enrico Ruggeri e Massimo Bigi. Insieme a loro, Ronnie Jones si è occupato di adattare il testo in inglese, mantenendo la metrica originale.
Da questa collaborazione nasce un’instant song che guarda alle Olimpiadi di Milano – Cortina, non più dal punto di vista sportivo, ma dal punto di vista sociale. Il brano è un invito alla riflessione su eventi di portata internazionale e il contrasto con le vite degli “invisibili” agli occhi della società. “IN MILAN TOWN TONIGHT (February 6th 2026)” non vuole essere una critica, ma diventare un riflettore capace di fare luce su tematiche che rimangono nell’ombra.
Il brano nasce da un crocevia di influenze multiculturali e rappresenta un progetto immersivo che fonde realtà quotidiana e paesaggi sonori immaginari. La band composta dal carismatico chitarrista John Blacksmith, dall'abile tastierista Igor Opdenko e dal consistente batterista ivoriano James Kaylan esplora temi di resilienza umana e contrasti urbani attraverso un'estetica che sfuma i confini tra vissuto e invenzione.
«Volevo solo dire questo, proprio la sera dell'inaugurazione delle Olimpiadi in questa città: non mi sta bene, e non sono l'unico a pensarlo – afferma il chitarrista John Blacksmith – A Milano, una persona su dodici possiede più di un milione di sterline, mentre qualche poveraccio può persino morire assiderato per strada. Perchè Milano? Durante il mio soggiorno obbligatorio a Wandsworth ho ascoltato anche molto rock italiano, che non conoscevo, e mi sono sentito ispirato da questa città su cui si stanno accendendo ora i riflettori del mondo globale».
John Blacksmith, Igor Opdenko e James Kaylan si sono conosciuti all’interno dell’istituto di Wandsworth, nel quale si sono trovati a riparare i propri debiti con la giustizia. È qui che, grazie all’assistente sociale Jade Singh, si sono uniti per incanalare la propria rabbia e le proprie emozioni in una band che garantisce anche un’apprezzata semi-libertà.