Caro gasolio e blocchi stradali, ANA UGL Calabria: "La protesta non penalizzi cittadini e lavoratori"

L’associazione degli ambulanti comprende le ragioni di agricoltori e autotrasportatori, ma chiede di spostare la mobilitazione davanti alle sedi istituzionali

A cura di Redazione
16 ottobre 2026 21:30
Caro gasolio e blocchi stradali, ANA UGL Calabria: "La protesta non penalizzi cittadini e lavoratori" - Foto: Redazione
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ANA UGL Calabria esprime comprensione per le ragioni della mobilitazione di agricoltori e operatori della logistica, alle prese con costi sempre più elevati, ma invita a distinguere tra il diritto di manifestare e le modalità della protesta, soprattutto quando queste finiscono per ripercuotersi sulla quotidianità di cittadini e lavoratori estranei alle decisioni del Governo.

A intervenire è l’associazione sindacale degli ambulanti, che sottolinea come anche la propria categoria sia fortemente penalizzata dal caro carburanti. Gli operatori dei mercati e delle fiere, infatti, percorrono quotidianamente centinaia di chilometri per raggiungere i luoghi di lavoro, sostenendo spese che incidono direttamente sui guadagni e sulla possibilità di proseguire l’attività.

ANA UGL Calabria ricorda che, quando il prezzo del gasolio si avvicinava ai due euro al litro, ANA UGL Nazionale aveva già inviato comunicazioni al Governo per denunciare le difficoltà del settore, senza tuttavia ricevere risposte ritenute adeguate. Nonostante la situazione, sottolinea l’associazione, gli ambulanti non hanno scelto di bloccare le strade o impedire la circolazione.

Da qui l’invito a una riflessione sulle conseguenze delle proteste che, dopo giorni di disagi, rischiano di alimentare tensioni e allontanare il sostegno dell’opinione pubblica.

«Una protesta che finisce per esasperare i cittadini rischia di perdere il consenso proprio di quelle persone in nome delle quali si dice di lottare», è la posizione espressa da ANA UGL Calabria, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di chi deve raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola, assistere un familiare o rispettare impegni quotidiani.

L’associazione precisa di non voler mettere in discussione il diritto di manifestare né le ragioni economiche delle categorie coinvolte. La richiesta è piuttosto quella di indirizzare la mobilitazione verso le sedi istituzionali in grado di intervenire, a partire dal Governo e dai ministeri competenti.

«Il disagio va portato davanti a chi ha realmente il potere di decidere: a Roma, nelle sedi del Governo e dei ministeri competenti, non sulle strade della Calabria e sulle spalle della gente comune», è il messaggio dell’organizzazione.

Nel documento viene sollevata anche la questione delle agevolazioni fiscali e delle misure di sostegno sui carburanti di cui beneficiano alcune categorie. Secondo ANA UGL Calabria, è legittimo chiedere ulteriori interventi quando i costi diventano insostenibili, ma occorre anche verificare che i benefici riconosciuti agli operatori si traducano in vantaggi concreti per i consumatori, evitando che i prezzi finali rimangano elevati.

«Il popolo non è soltanto chi protesta, ma anche chi subisce i blocchi, perde ore di lavoro, consuma altro carburante e vede compromessa la propria quotidianità», sottolinea l’associazione, invitando i promotori della mobilitazione ad assumersi la responsabilità delle forme di protesta adottate e a presentare proposte concrete nei tavoli istituzionali.

ANA UGL Calabria chiede quindi di spostare immediatamente il confronto nelle sedi competenti, salvaguardando il diritto alla protesta senza compromettere quello al lavoro, alla mobilità e alla libera circolazione degli altri cittadini.

La conclusione dell’associazione è un appello rivolto sia alle istituzioni sia alle categorie mobilitate: il Governo deve fornire risposte concrete al caro carburanti, ma i disagi causati dalla crisi non possono essere trasferiti su chi, ogni giorno, si mette in viaggio per guadagnarsi da vivere.

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