Calabria - Soldi e sospetti legami mafiosi, sequestrati 400mila euro

L'intervento della Guardia di Finanza nei confronti di una donna

A cura di Redazione
06 novembre 2026 09:17
Calabria - Soldi e sospetti legami mafiosi, sequestrati 400mila euro  - Foto: Redazione
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Calabria - Un sequestro di circa 400mila euro in contanti è stato eseguito dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, in attuazione di un decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione. Il provvedimento riguarda una donna originaria di Cosenza, ritenuta, allo stato degli atti, portatrice di pericolosità sociale qualificata sulla base degli elementi raccolti nell'ambito delle inchieste antimafia “Reset” e “Recovery”, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Nel procedimento “Reset”, celebrato con rito abbreviato, la donna è stata condannata in primo grado, con sentenza del 19 dicembre 2024 non definitiva, a 14 anni e 4 mesi di reclusione. Secondo quanto ricostruito nella sentenza, avrebbe ricoperto un ruolo di rilievo nel gruppo criminale “Lanzino-Ruà-Patitucci”, operante a Cosenza, occupandosi della raccolta di denaro, della relativa contabilità e risultando coinvolta anche in vicende di usura.

Le inchieste Reset e Recovery: il ruolo contestato nella criminalità cosentina

La donna era stata inoltre raggiunta nel 2024 da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta “Recovery”, nella quale le viene contestato il ruolo di organizzatrice di un'associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, attiva dal 2016 a Cosenza e in provincia. Secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe gestito parte delle risorse finanziarie del gruppo, curato l'acquisto di quantitativi di droga e provveduto, anche attraverso altri soggetti, alla riscossione dei proventi illeciti. Il procedimento di prevenzione che ha portato al nuovo sequestro trae origine dal ritrovamento del denaro durante una perquisizione domiciliare eseguita nel dicembre 2023, quando la somma era già stata sottoposta a sequestro nell'ambito di un distinto procedimento penale. I successivi accertamenti condotti dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro avrebbero consentito di ricondurre la disponibilità del denaro alle attività delittuose contestate, evidenziando anche una presunta sproporzione rispetto alle fonti lecite di reddito dichiarate.

Sequestro in attesa della confisca: resta valida la presunzione di innocenza

Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro nell'ambito di un procedimento finalizzato a verificare la sussistenza dei presupposti per l'eventuale confisca della somma di denaro. Si tratta, tuttavia, di un provvedimento provvisorio, adottato in attesa del successivo contraddittorio, durante il quale saranno valutati la sussistenza e la permanenza delle condizioni previste dalla legge. La Procura della Repubblica precisa inoltre che i procedimenti penali richiamati non sono ancora definiti con sentenza irrevocabile e che le contestazioni dovranno essere sottoposte alle ulteriori verifiche previste dall'ordinamento. Resta pertanto fermo il principio della presunzione di innocenza: la destinataria dei provvedimenti non può essere considerata colpevole fino all'eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.

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