Tumori dell'endometrio, Picardo (Acto Piemonte): "Con dostarlimab trattamenti più efficaci per più donne"
(Adnkronos) - "L’estensione dell’indicazione di dostarlimab rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nella cura del carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, oggi possiamo associare l’immunoterapia alla chemioterapia fin d
(Adnkronos) - "L’estensione dell’indicazione di dostarlimab rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nella cura del carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, oggi possiamo associare l’immunoterapia alla chemioterapia fin dall’inizio del percorso offrendo un trattamento più efficace a un numero molto maggiore di donne". Così Elisa Picardo, ginecologa oncologa dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente Acto (Alleanza contro il tumore ovarico) Piemonte. A quattro anni dallo studio Ruby, pubblicato nel 2023 sul New England Journal of Medicine, l’immunoterapia è entrata stabilmente nella pratica clinica modificando la gestione della malattia. “Per noi clinici significa avere uno strumento in più per controllare il tumore e migliorare la sopravvivenza, per le pazienti significa nuove prospettive”, sottolinea Picardo, evidenziando come non sia più un’opzione per pochi ma una possibilità concreta per la maggior parte delle donne.
"Inizialmente i maggiori benefici dell’immunoterapia erano stati osservati nelle pazienti con alterazioni molecolari specifiche, le cosiddette dMMR/MSI-H. I dati successivi dello studio Ruby hanno però dimostrato un beneficio anche nelle pazienti pMMR/MSS, cioè quelle con un sistema di riparazione del Dna funzionante, che rappresentano la quota più numerosa dei tumori dell’endometrio – prosegue l’esperta -. I risultati pubblicati nel 2024 su Annals of Oncology mostrano una riduzione significativa del rischio di morte con dostarlimab associato a carboplatino e paclitaxel rispetto alla sola chemioterapia - spiega la ginecologa oncologa -. Nella pratica clinica emergono segnali coerenti con gli studi: “osserviamo risposte più durature e un controllo della malattia che in molti casi si mantiene nel tempo, anche se serviranno dati real life più maturi".
In questo scenario diventa centrale il ruolo delle reti oncologiche. "La vera sfida oggi non è solo avere farmaci innovativi ma garantire che tutte le pazienti possano accedervi in modo tempestivo e uniforme", afferma Picardo, ricordando il valore di una gestione multidisciplinare e specializzata. In Piemonte, aggiunge, "la rete oncologica rappresenta un modello consolidato che aiuta a ridurre le disuguaglianze" con il supporto anche delle associazioni di pazienti nell’orientamento e nell’informazione. Guardando al medio termine le priorità sono diagnosi precoce, accesso alla profilazione molecolare, rafforzamento dei percorsi multidisciplinari e gestione delle tossicità immuno-correlate. "Infine, dobbiamo continuare a investire nella ricerca. Studi come Ruby e Nrg-Gy018 hanno dimostrato che l’integrazione dell’immunoterapia in prima linea cambia gli esiti clinici, ora dobbiamo portare questi risultati nella pratica quotidiana per tutte le donne", sottolineando come la vera innovazione sia oggi la possibilità di puntare a un controllo a lungo termine della malattia e a una migliore qualità di vita. "Come medico vedo il valore di questi risultati nei numeri e nelle curve di sopravvivenza. Come presidente di Acto Piemonte lo vedo negli occhi delle donne e delle loro famiglie. Ogni nuova opportunità terapeutica - conclude Picardo - significa più tempo, più progetti, più vita. È questo il vero significato dell’innovazione".
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 16 giugno 2026