Tropea ricorda Srebrenica: una giornata di memoria per dire no all'odio e al negazionismo
A Palazzo Santa Chiara istituzioni, associazioni ed esperti hanno commemorato il genocidio del 1995, rilanciando l'impegno per i diritti umani
TROPEA (VV) – Un momento di riflessione collettiva per mantenere viva la memoria e ribadire l'impegno contro ogni forma di odio, discriminazione e negazionismo. A Palazzo Santa Chiara, a Tropea, si è svolta la giornata dedicata alla commemorazione del genocidio di Srebrenica, avvenuto l'11 luglio 1995, quando oltre ottomila bosgnacchi musulmani furono uccisi in quello che è riconosciuto come il più grave massacro avvenuto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale.
L'iniziativa è stata promossa da Alexandra ETS, in collaborazione con il Club per l'UNESCO di Tropea e sos KORAI ODV, in occasione della Giornata Internazionale di riflessione e commemorazione del Genocidio di Srebrenica. L'evento, moderato da Emanuele Giudice, presidente di Alexandra ETS, si è svolto con il patrocinio del Comune di Tropea e della Provincia di Vibo Valentia, oltre al sostegno della Pro Loco di Tropea e della Consulta delle Associazioni.
Tra i momenti più significativi della giornata, il richiamo al Fiore di Srebrenica, simbolo di memoria e speranza, indossato dalla presidente di sos KORAI ODV, Beatrice Lento. Il fiore, realizzato dalle donne sopravvissute al genocidio, richiama con i suoi undici petali la data dell'11 luglio, mentre il bianco rappresenta l'innocenza delle vittime e il verde la speranza di un futuro fondato sulla pace e sul rifiuto della violenza.
Nel suo intervento, Beatrice Lento ha posto l'attenzione sulle violenze sessuali perpetrate durante la guerra nei Balcani, ricordando come lo stupro sia stato utilizzato sistematicamente come arma di guerra e strumento di annientamento dell'identità delle vittime. Un tema affrontato come parte integrante della memoria del genocidio e della tutela dei diritti umani.
Il giornalista Joshua Evangelista, responsabile della comunicazione di Gariwo, ha invece sottolineato il ruolo della memoria come presidio democratico, evidenziando come ogni genocidio sia preceduto dalla diffusione dell'odio, della propaganda e della disumanizzazione dell'altro. Un invito a riconoscere tempestivamente i segnali che conducono dalla discriminazione alla persecuzione.
L'incontro ha ospitato anche interventi di rilievo internazionale, tra cui quelli di Maud de Boer-Buquicchio, già vice segretaria generale del Consiglio d'Europa ed ex relatrice speciale delle Nazioni Unite, della ministra honduregna per i Diritti umani Leda García Pagán e di Francesco Femia, cofondatore del Council on Strategic Risks di Washington. Tutti hanno ribadito il valore universale della memoria di Srebrenica e la necessità di un impegno condiviso nella difesa dei diritti fondamentali.
La giornata si è conclusa con il concerto del pianista Emilio Aversano, che ha eseguito la Sonata op. 31 n. 2 "La Tempesta" di Ludwig van Beethoven, offrendo al pubblico un momento di intensa partecipazione emotiva e raccoglimento, nel segno di una memoria che guarda al futuro attraverso la cultura, il dialogo e la difesa della dignità umana.