TERRITORIO

Tropea rafforza i legami con i calabresi nel mondo: dall’Argentina all’Australia

Il sindaco Giovanni Macrì rilancia i rapporti con le comunità di emigrati e italo-discendenti: «Le radici possono generare incontri, ritorni e nuove opportunità per il territorio»

A cura di Redazione
02 novembre 2026 13:45
Tropea rafforza i legami con i calabresi nel mondo: dall’Argentina all’Australia - Foto: Redazione
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Tropea – Le distanze geografiche non cancellano l'appartenenza. Dall'Argentina al Canada, passando per l’Uruguay fino all'Australia, Tropea continua a coltivare e rafforzare i rapporti con le comunità di emigrati calabresi e tropeani e con le nuove generazioni di italo-discendenti. Un percorso di relazioni umane, culturali e istituzionali avviato da anni che sta trasformando il sentimento delle origini in occasioni concrete di ritorno, permanenza e promozione internazionale della destinazione. L'ultima conferma arriva dall'Argentina, dove il Sindaco Giovanni Macrì è stato protagonista di un confronto radifonico dedicato proprio al valore delle radici italiane.

MACRÌ A ITALIA Y VOS: L'EMIGRAZIONE HA LASCIATO LEGAMI ANCORA VIVI

È il messaggio emerso dall'intervista andata in onda su Radio Amplitud AM 660, nell'ambito della trasmissione Italia y Vos – L'amore delle radici, condotta da Nora Abbate, con la partecipazione di Rocco Logosso, in collegamento da Toronto. Nel corso del confronto, Macrì ha ricordato il legame storico tra la Calabria e l'America Latina, sottolineando come le comunità emigrate abbiano conservato un sentimento di appartenenza che continua a trasmettersi alle generazioni successive. Un patrimonio di memoria che Tropea considera parte integrante della propria identità e delle sue relazioni internazionali.

DAL CANADA UN PREMIO AL MODELLO TROPEA PER IL TURISMO DELLE RADICI

Il dialogo con Toronto ha richiamato anche la missione istituzionale del novembre 2023, quando Macrì ricevette in Canada il The Heritage Calabria President's Award, il prestigioso riconoscimento conferito da Heritage Calabria, presieduta da Luciano Schipano, per l'impegno nella promozione del patrimonio identitario e del turismo delle radici. A consegnare il premio, durante il Gala nell'Ontario, fu il parlamentare italo-canadese Francesco Sorbara. Un'esperienza che il Sindaco ha ricordato con particolare emozione, raccontando l'accoglienza ricevuta e i rapporti di amicizia tuttora vivi con tanti calabresi residenti oltreoceano, alcuni dei quali tornano regolarmente a Tropea.

ANCHE L'AUSTRALIA RESTA UN INTERLOCUTORE STRATEGICO

Un'attenzione analoga continua ad essere riservata all'Australia, dove vivono importanti comunità di origine calabrese. Dall'accoglienza di gruppi di visitatori australiani fino alla collaborazione con Segmento – Unapologetically Italian, rivista internazionale in lingua inglese che anche nel 2026 ha dedicato spazio all'esperienza Tropea, il rapporto con questo mercato rappresenta un altro tassello della strategia di internazionalizzazione. Un dialogo che tiene insieme il sentimento delle origini e l'interesse di nuovi viaggiatori verso la Calabria.

TURISMO DEL RITORNO, DA RICORDO ANTENATI A SCELTA DI VIVERE TROPEA

Il turismo delle radici – ha spiegato Macrì durante l'intervista – sta assumendo forme nuove. Non soltanto visite ai luoghi raccontati da genitori e nonni, ma anche acquisti di abitazioni, seconde case e soggiorni prolungati. Ci sono discendenti di emigrati che scelgono Tropea per trascorrere parte dell'anno e altri che vi lavorano da remoto, mantenendo la propria attività professionale all'estero. È il segno di un rapporto che supera la nostalgia e diventa esperienza contemporanea, contribuendo alla vitalità della città anche oltre i mesi tradizionali del turismo.

MACRÌ: VORREI TORNARE IN CANADA E CONOSCERE LA COMUNITÀ ARGENTINA

Ho scoperto una Calabria all'estero che non conoscevo – ricorda il Primo cittadino, riferendosi alle esperienze vissute tra gli emigrati – e un amore per la nostra terra che continua a emozionarmi. Da qui l'auspicio di poter tornare presto in Canada e di compiere anche una visita in Argentina per incontrare personalmente la comunità calabrese. Il significato di queste relazioni – conclude Macrì – è anche quello di consentire ai figli e ai nipoti di chi partì per necessità di ritrovare i luoghi delle proprie famiglie e scoprire una Calabria diversa da quella conosciuta attraverso i racconti dell'emigrazione. Perché le radici non appartengono soltanto al passato: possono continuare a generare incontri, appartenenza e futuro.

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