Tragedia di Crans Montana, chiesa gremita a Bologna per i funerali di Giovanni Tamburi

L'ultimo saluto si è tenuto nella cattedrale cittadina di San Pietro. Tra le istituzioni, presenti il sindaco Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale, la ministra Annamaria Bernini e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni

A cura di Redazione
07 gennaio 2026 14:45
Tragedia di Crans Montana, chiesa gremita a Bologna per i funerali di Giovanni Tamburi - Fonte: Dire.it
Fonte: Dire.it
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BOLOGNA – I familiari, i compagni di scuola del liceo Righi, le Istituzioni e la città di Bologna. C’è tutto il mondo di Giovanni Tamburi accorso alla cattedrale cittadina di San Pietro per dare l’ultimo saluto al ragazzo, morto nella strage di Capodanno di Crans Montana. In via indipendenza, là chiesa e già gremita all’arrivo della bara. In prima fila la famiglia, e dietro centinaia di ragazzi per commemorare “Gio”. Tra le istituzioni, presenti il sindaco Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale, la ministra Annamaria Bernini e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni.

I COMPAGNI DI GIOVANNI: SARAI SEMPRE CON NOI

“Non siamo qui per dirti addio, ma perchè continui a vivere in tutto ciò che hai lasciato”. A parlare così è Beatrice, compagna di classe di Giovanni Tamburi. Beatrice ha scritto un messaggio insieme ad altre ragazze del liceo Righi, che Giovanni frequentava, e lo ha letto in apertura della messa anche a nome di tutti gli studenti e le studentesse della scuola. “Ciao Gio- inizia Beatrice- continuiamo a chiederci perchè ci salutiamo così presto, perchè non ci siamo abbracciati più forte l’ultima volta che ci siamo visti, o perchè il tuo sorriso lo vedremo d’ora in poi solo nelle foto e nei video che ci sono rimasti. Ci manchi più di quanto riusciremo mai a spiegare a parole”. La morte di Giovanni, continua la studentessa, ha lasciato “uno spazio che difficilmente si riempirà. Ogni volta che qualcuno ti guardava vedeva quei tuoi occhi di ghiaccio stupendi, sempre splendenti, che emettevano un’aria pura. Nonostante tutto- aggiunge Beatrice- nessuno riusciva a toglierti quel magnifico sorriso stampato sulle labbra, ogni volta che passavi portavi luce nelle persone che incontravi e niente cambierà il ricordo del tuo sorriso”. Oggi, dunque, “non siamo qui a dirti addio- afferma la ragazza- ma perchè continui a vivere in tutto ciò che hai lasciato. E ognuno di noi vive nella speranza che un giorno ci potremo rivedere. Sei stato e sarai sempre una persona meravigliosa e insostituibile. Ti vogliamo bene e tutti te l’avremmo voluto dire di più. Solo ora abbiamo capito che bisogna apprezzare ciò che abbiamo, prima che il tempo ci costringa ad apprezzare ciò che non abbiamo più- conclude Beatrice- ciao Gio, avrai sempre un posto dentro di noi”.

ZUPPI: GIOVANNI ORA È UNA STELLA CHE SPLENDE

Giovanni ora è “come una stella del cielo illuminata dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace caro Giovanni”. È questo l’ultimo saluto del cardinale Matteo Zuppi a Giovanni Tamburi. L’arcivescovo e presidente Cei non può essere presente per celebrare, questa mattina. E così ha inviato un messaggio che viene letto all’inizio della messa. “Purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l’ultimo saluto a Giovanni- scrive Zuppi- lo sono con amore addolorato e con intima comunione”. Dare l’ultimo saluto “sembra incredibile- afferma Zuppi- pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perchè siamo fatti per vivere”. Il cardinale estende poi il suo pensiero ai tutti i giovani rimasti vittime del rogo, ai feriti che “ne porteranno a lungo le ferite” e anche “al capotreno ucciso in stazione a Bologna” l’altra sera. “Sento l’unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale- dice Zuppi- e quell’Astro del Cielo che abbiamo celebrato scendere sulla Terra, accettando la debolezza e il limite umano: la nostra sofferenza e la nostra morte”. Il Natale, afferma l’arcivescovo, “non nè un facile sentimento a poco prezzo, è luce che lotta contro le tenebre e le vince, perchè ama fino alla fine.

E perchè così la nostra vita non finisca”. In questi giorni “terribili di tanto sconforto- aggiunge Zuppi- abbiamo tutti sperimentato l’istintivo amore e la solidarietà tra di noi.
Quanto è importante, e quanto ci fa bene: un vero balsamo. Ci siamo stretti ai familiari di Giovanni e lo siamo diventati un po’ tutti, i suoi familiari”.Conclude Zuppi il suo messaggio per i funerali di Giovanni: “L’amore è la risposta al male. Questo ci fa intuire il più grande amore, quello di Dio, Gesù, perchè proprio Giovanni sia sempre con noi. E noi con lui. Quella luce ci insegna a lottare sempre contro il male e contro tutto ciò che offende e distrugge il bellissimo e delicatissimo fiore che è la vita di ognuno.

L’amore riempie ogni mancanza”. Don Vincenzo Passarelli, docente di religione di Giovanni, nel suo saluto concorda: “La vita non finisce, la morte è un passaggio, la vita è fatta per continuare sempre”. E sottolinea come la chiesa oggi sia “strapiena. E più della metà sono giovani: il futuro di Bologna e del mondo”. A celebrare la messa è monsignor Stefano Ottani, parroco della chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano, frequentata dal ragazzo. “Tutta la Chiesa di Bologna si stringe attorno a Giovanni- dice il sacerdote- ai suoi familiari e compagni di scuola, in questo momento di dolore e sgomento”.

Monsignor Ottani ci tiene a esprimere “affetto e gratitudine per la presenza di Giovanni in parrocchia. Ricordiamo la sua simpatia, chiacchierava molto, faceva domande difficili, era educato e attento. Ho appreso la notizia della sua morte mentre ero in pellegrinaggio in Terra Santa e ho capito che Giovanni camminava con noi, in questo pellegrinaggio che è la vita, verso la Gerusalemme del cielo. Giovanni, reso misteriosamente partecipe della morte del Signore, sia ora partecipe della sua resurrezione. E anche noi possiamo passare dalla tristezza e dall’angoscia alla consolazione e alla speranza che non delude”.

Fonte: Dire.it

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