Telemarketing selvaggio, sanzioni per oltre 200 milioni di euro dal 2020

I dati del Garante Privacy al centro del convegno a Roma. Codici chiede controlli più incisivi contro l’uso illecito dei dati personali e una maggiore tutela risarcitoria per i consumatori

A cura di Redazione
22 ottobre 2026 17:00
Telemarketing selvaggio, sanzioni per oltre 200 milioni di euro dal 2020 - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Sono i dati resi noti dal Garante per la protezione dei dati personali durante il convegno “Vita digitale e Dati personali”, promosso insieme alle associazioni dei consumatori e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale ha preso parte anche Codici nella giornata di ieri presso l’Auditorium della Tecnica a Roma.

Dati personali come merce di scambio

“Questi numeri raccontano un fenomeno che continua a pesare sulla vita quotidiana di milioni di cittadini, e che va ben oltre il semplice fastidio di una telefonata a ora di cena – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Dietro il telemarketing aggressivo c’è un vero mercato nero in cui i dati personali sono diventati merce di scambio. Il Garante ha parlato di una filiera che, in soli due anni, ha effettuato circa 70mila contatti promozionali facendo stipulare 50mila contratti. È la dimostrazione che queste pratiche non sono episodi isolati, ma sistemi organizzati che incidono sulle scelte economiche dei consumatori, spesso i più fragili”.

Sanzioni milionarie

Codici riconosce l’impegno dell’Autorità, che dal 2020 ha irrogato sanzioni per oltre 200 milioni di euro e, nei casi più gravi, ha disposto la confisca delle banche dati, sottraendo alle filiere abusive il loro stesso capitale informativo.

Potenziare le misure di contrasto

“Sono strumenti importanti, ma i numeri dicono che non bastano – afferma l’avvocato Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie di Codici –. Se le segnalazioni continuano a crescere a questo ritmo, significa che occorre intensificare gli sforzi e potenziare le misure di contrasto, con controlli più mirati, tempi di intervento più rapidi e una maggiore deterrenza lungo tutta la filiera, a partire da chi acquista e utilizza liste di contatti di dubbia provenienza”.

Controllo pubblico e azione collettiva

Al convegno è stato inoltre ribadito che il sistema di tutela si regge su due binari complementari: il controllo pubblico, attraverso istruttorie, provvedimenti e sanzioni, e l’azione collettiva delle associazioni dei consumatori, che può garantire una tutela risarcitoria che la sola sanzione amministrativa non offre. Come ricordato dal Garante, la Corte di Giustizia ha confermato che le associazioni possono agire per le violazioni del GDPR anche senza il mandato dei singoli interessati, e che la perdita di controllo sui propri dati è un danno che non può essere subordinato al superamento di una soglia minima di gravità.

Proteggere cittadini e dati personali

“Il convegno del 20 ottobre segna l’avvio di un dialogo importante tra l’Autorità e le associazioni dei consumatori – conclude l’avvocato Votta –. La protezione delle persone prima che dei dati deve essere il filo conduttore di tutto, un circolo virtuoso che nasce dal principio di esattezza e arriva a una tutela concreta del consumatore. Solo un dato esatto permette di godere dei diritti, e non soltanto di proclamarli. Protezione dei dati personali e tutela del consumatore sono legate da un rapporto simbiotico. Un dialogo, forse, ineluttabile”.

Segui NotiziaOk