Siderno, Daspo urbano per sette giovani coinvolti nella rissa con accoltellamento
I provvedimenti del Questore di Reggio Calabria vietano l'accesso e lo stazionamento nelle aree del centro cittadino teatro degli episodi di violenza. Divieti da sei mesi a due anni
Siderno - Sette giovani, di età compresa tra 19 e 24 anni, non potranno frequentare alcune aree del centro di Siderno, teatro di una violenta rissa culminata con un accoltellamento nel luglio 2026. Nei loro confronti il Questore di Reggio Calabria ha disposto altrettanti provvedimenti di Divieto di Accesso ai Centri Urbani (D.A.C.Ur.), conosciuti anche come Daspo Urbano o Daspo Willy.
I fatti risalgono allo scorso luglio, quando una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 aveva richiesto l'intervento delle forze dell'ordine per una rissa che coinvolgeva numerosi giovani nei pressi di un esercizio commerciale del centro cittadino. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Siderno erano intervenuti tempestivamente, riuscendo a ricostruire la dinamica dell'accaduto e a identificare tutti i partecipanti, successivamente denunciati all'Autorità giudiziaria.
Dopo l'episodio, la Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Reggio Calabria ha avviato gli accertamenti necessari per valutare l'adozione delle misure di prevenzione. La gravità delle condotte contestate, considerate un rischio per la sicurezza pubblica e per la vivibilità degli spazi urbani, ha portato all'emissione dei sette provvedimenti.
La durata dei divieti è stata stabilita tenendo conto del ruolo e delle responsabilità attribuite a ciascun giovane: le misure avranno una validità compresa tra sei mesi e due anni.
I provvedimenti impediscono ai destinatari di accedere e sostare nelle vicinanze del locale coinvolto nell'episodio e nelle strade limitrofe, durante le ore serali e notturne.
L'intervento rientra nell'attività di prevenzione e contrasto della Polizia di Stato contro gli episodi di violenza legati alla movida. L'obiettivo è tutelare la sicurezza dei cittadini e garantire una maggiore vivibilità dei luoghi pubblici, attraverso misure mirate nei confronti di chi si rende protagonista di comportamenti pericolosi per la collettività.