Serena Brancale, il “Sacro Tour” porta sul palco tutta l’anima di un’artista senza confini

Jazz, soul, pop, dialetto, danza e contaminazioni: la cantautrice pugliese trasforma ogni concerto in un viaggio tra radici, energia e identità

A cura di Redazione
08 agosto 2026 14:09
Serena Brancale, il “Sacro Tour” porta sul palco tutta l’anima di un’artista senza confini - Foto: Redazione
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C’è una Serena Brancale da ascoltare e una Serena Brancale da vivere dal vivo. È proprio nella dimensione del concerto che la cantautrice, polistrumentista e performer pugliese riesce a esprimere fino in fondo quella miscela di jazz, soul, R&B, pop, musica latina e radici mediterranee che negli ultimi anni l’ha trasformata in una delle personalità più originali della scena italiana.

Il “Sacro Tour”, nato per accompagnare l’omonimo album pubblicato nell’aprile 2026, è la naturale evoluzione di questo percorso. Non soltanto una sequenza di canzoni, ma uno spettacolo costruito sull’energia, sulla voce, sul ritmo e sulla capacità di Brancale di passare con assoluta naturalezza dall’intimità alla festa, dalla tradizione alla sperimentazione.

Il nuovo disco “Sacro” contiene 16 brani e rappresenta un progetto profondamente legato alle radici dell’artista. Al suo interno convivono il jazz e il soul, il pop e il latin, il dialetto e la dimensione internazionale, con collaborazioni che spaziano da Alessandra Amoroso a Levante, da Delia a Gregory Porter, Richard Bona, Alborosie e Omara Portuondo.

E sul palco questa ricchezza diventa movimento.

Da “Anema e core” a “Al mio paese”: un concerto che parla di identità

Tra i momenti più attesi dello spettacolo c'è naturalmente “Anema e core”, il brano che ha consacrato Brancale al grande pubblico con la partecipazione a Sanremo 2025 e che è diventato uno dei simboli della sua capacità di portare il dialetto e le sonorità del Sud dentro un linguaggio contemporaneo. Il brano è incluso anche in Sacro.

Ma il nuovo spettacolo guarda soprattutto al presente.

C'è “Al mio paese”, realizzata insieme a Levante e Delia, una canzone che mette al centro il rapporto con il luogo delle proprie origini, con il Sud, con i suoi colori, le sue contraddizioni e il suo immaginario. È uno dei brani più rappresentativi della nuova fase artistica di Brancale e, non a caso, apre idealmente una delle porte principali di Sacro: quella delle radici.

Poi arriva “Fuera”, una delle tracce più ritmate del nuovo album, dove la voce di Serena si muove tra italiano e spagnolo e il groove diventa protagonista. È una canzone che racconta distanza, attrazione e movimento e che ben rappresenta la vocazione internazionale del progetto.

E ancora “Stu Cafè”, “Baccalà”, “La Zia”, “Serenata”, il duetto con Alessandra Amoroso, fino a “Gitana”, realizzata con Richard Bona, e alle nuove contaminazioni di Sacro. Una scaletta che permette all'artista di attraversare continuamente mondi musicali differenti senza perdere il filo della propria identità.

Una performer prima ancora che una semplice cantante

Il punto di forza del Sacro Tour è però la dimensione live.

Serena Brancale non è soltanto una voce. È una performer capace di utilizzare il corpo, il ritmo e la presenza scenica come strumenti musicali. Il concerto diventa così una festa collettiva nella quale il pubblico non resta semplicemente ad ascoltare, ma viene trascinato dentro il ritmo.

È una caratteristica che arriva da lontano: dalla formazione jazzistica alla gavetta, passando per anni di ricerca e sperimentazione. Oggi quella ricerca confluisce in uno spettacolo nel quale convivono eleganza e istinto, sensualità e ironia, tecnica e immediatezza.

Il risultato è un live difficile da incasellare. Può partire da una ballad e trasformarsi pochi minuti dopo in una esplosione di ritmo. Può utilizzare il dialetto barese e, subito dopo, guardare alla musica internazionale. Può evocare la famiglia, la memoria e la propria terra e contemporaneamente far ballare una platea intera.

È questa, probabilmente, la vera idea di “Sacro”: mettere insieme ciò che apparentemente non dovrebbe stare insieme.

Un tour sempre più grande

Il viaggio è iniziato fuori dall'Italia, con le tappe di Londra, Madrid e Barcellona, prima di attraversare i principali palchi italiani. Il calendario comprende città e location importanti come Roma, Palermo, Taormina, Napoli, Cernobbio, Siena, Ostuni, Roseto degli Abruzzi, Diamante, Macerata, Verona e Bari.

Tra gli appuntamenti ancora in calendario figurano il 4 settembre allo Sferisterio di Macerata, il 7 settembre al Teatro Romano di Verona e il 3 ottobre al Palaflorio di Bari, città simbolo dell'universo musicale di Brancale e sede del gran finale italiano del tour.

Dopo il successo dell'Anema e Core Tour, che aveva superato le 40 date e si era concluso al Teatro Arcimboldi di Milano, Serena Brancale ha scelto dunque di alzare ancora l'asticella.

Il Sacro Tour è il racconto di un'artista che non ha scelto una sola strada. Ha scelto di percorrerle tutte: il jazz e il pop, il Sud e il mondo, la tradizione e la modernità, la voce e il corpo.

E quando parte il ritmo di “Anema e core”, quando arriva la leggerezza di “Fuera”, quando “Al mio paese” riporta tutto alle radici, il messaggio diventa chiarissimo: Serena Brancale non porta semplicemente le sue canzoni sul palco. Porta con sé un'identità intera, trasformandola in spettacolo.

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