LA PROTESTA

Sciopero generale, l’Italia scende in piazza: migliaia di manifestanti contro carovita e riarmo

Oltre 50 città coinvolte nella mobilitazione nazionale promossa dall’Usb. In corteo studenti, lavoratori, famiglie, associazioni e movimenti sociali. Dalla Calabria a Milano, la protesta attraversa il Paese. Tensioni e feriti in alcune città

A cura di Redazione
30 ottobre 2026 12:04
Sciopero generale, l’Italia scende in piazza: migliaia di manifestanti contro carovita e riarmo - Foto: Redazione
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L’Italia torna a mobilitarsi. È una giornata di sciopero generale e manifestazioni quella di venerdì 30 ottobre, con piazze e strade animate da migliaia di persone che hanno raccolto l’appello dei sindacati di base, a partire dall’Unione Sindacale di Base (Usb). Oltre 50 città sono coinvolte nella protesta, che mette insieme lavoratori, studenti, pensionati, associazioni e movimenti sociali.

Al centro della mobilitazione ci sono il carovita, il caro energia, la perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, le condizioni del lavoro e la contrarietà alle politiche di riarmo. Tra le richieste avanzate dai manifestanti anche maggiori investimenti pubblici nella sanità, nella scuola e nei servizi sociali, oltre a interventi per contenere il costo dei beni di prima necessità.

Lo slogan della giornata è «Blocchiamo tutto». Una parola d'ordine che punta a unire vertenze diverse e a portare nella stessa mobilitazione categorie che nelle ultime settimane hanno già manifestato separatamente, dagli studenti agli agricoltori, fino agli autotrasportatori.

Le piazze dal Nord al Sud

A Milano si sono concentrati due cortei, quello sindacale e quello studentesco, con centinaia di partecipanti già nelle prime ore della mattina. Le manifestazioni hanno interessato diverse zone della città, con l'obiettivo di ricongiungere i due spezzoni. Presenti collettivi studenteschi, lavoratori e realtà sociali.

A Torino il corteo ha riunito studenti universitari, liceali, docenti e personale scolastico. Tra gli striscioni esposti, messaggi contro la guerra e il riarmo e richieste di maggiori risorse per l'istruzione. Davanti al municipio sono stati rovesciati anche due bidoni di letame.

A Bologna la protesta è partita anche dagli istituti scolastici, con gruppi di studenti che hanno bloccato gli ingressi di diversi licei. Da alcune scuole sono partiti cortei diretti verso la manifestazione sindacale.

A Roma i primi concentramenti si sono svolti davanti alla Sapienza e in diversi istituti della Capitale. Il corteo organizzato dall'Usb è partito dalla zona della stazione Termini, con arrivo previsto ai Fori Imperiali. Particolare attenzione delle forze dell'ordine nelle aree del Colosseo e del Circo Massimo.

A Napoli in piazza sono scesi studenti universitari, lavoratori e famiglie. La manifestazione ha attraversato la zona di piazza Mancini, con la partecipazione di diverse delegazioni provenienti dagli istituti scolastici cittadini.

A Pisa oltre duemila persone hanno preso parte al corteo, al quale hanno aderito anche numerosi studenti delle scuole superiori. A Trieste, invece, circa 500 manifestanti si sono ritrovati davanti a uno degli ingressi del porto, mentre a Genova i portuali hanno organizzato presidi nello scalo marittimo contro il traffico di armi.

La Calabria partecipa alla mobilitazione

La protesta ha raggiunto anche la Calabria. A Cosenza studenti e lavoratori hanno sfilato insieme, con la presenza anche di trattori. Una partecipazione che richiama le mobilitazioni delle ultime settimane e le rivendicazioni del mondo agricolo.

A Palermo sono scesi in piazza circa duemila studenti e lavoratori, mentre altre iniziative hanno coinvolto diverse città italiane, da Aosta a Livorno.

Tensioni e controlli nelle città

La giornata è stata accompagnata da un dispositivo di sicurezza rafforzato, anche alla luce degli episodi verificatisi durante le manifestazioni delle scorse settimane.

A Mestre si sono registrate tensioni dopo un tentativo di sfondamento da parte di alcuni manifestanti. A Vicenza, secondo quanto riferito dagli organizzatori, tre persone sarebbero rimaste ferite durante gli scontri.

Il Viminale ha assicurato particolare attenzione alla gestione dell'ordine pubblico, con l'obiettivo di isolare eventuali gruppi violenti e garantire lo svolgimento delle manifestazioni.

Sul fronte dei trasporti, lo sciopero ha subito limitazioni e modifiche dopo gli interventi di precettazione e le decisioni delle singole aziende. In Calabria, nelle prime ore della giornata, la circolazione ferroviaria risultava regolare.

La mobilitazione del 30 ottobre restituisce così l'immagine di un Paese attraversato da diverse vertenze sociali, che oggi hanno trovato nelle piazze un punto di incontro. Il carovita, i salari, il futuro dei giovani, il lavoro e le risorse destinate ai servizi pubblici sono i temi che hanno accompagnato i cortei da Nord a Sud.

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