SANTITA'

San Carlo Acutis, la madre racconta la sua fede: «La preghiera prima di tutto»

Antonia Salzano ha incontrato i fedeli a Roma, ripercorrendo la vita del figlio e il suo rapporto con la tecnologia. Presentata anche una reliquia del giovane santo

A cura di Redazione
28 ottobre 2026 20:35
San Carlo Acutis, la madre racconta la sua fede: «La preghiera prima di tutto» - Foto: Redazione
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ROMA - La testimonianza di una madre, il ricordo di un figlio diventato santo e un messaggio rivolto soprattutto ai giovani. Antonia Salzano, madre di san Carlo Acutis, ha incontrato i fedeli nella chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, a Roma, raccontando alcuni aspetti della vita spirituale del giovane e le scelte che hanno segnato il suo percorso.

L’incontro, svoltosi nei giorni scorsi, ha richiamato famiglie, giovani e pellegrini provenienti da diverse zone d’Italia. Al centro del racconto, una fede vissuta nella quotidianità, capace di convivere con le passioni tipiche di un adolescente, dall’informatica allo sport, senza perdere di vista la preghiera e l’attenzione verso il prossimo.

Il rapporto con la tecnologia e la preghiera

Nel corso della testimonianza, Salzano ha sottolineato l'importanza della preghiera e del Rosario, soffermandosi anche sull'utilizzo consapevole dei social media. Carlo, appassionato di informatica, aveva saputo avvicinarsi agli strumenti digitali senza considerarli il centro della propria esistenza.

Un messaggio che conserva particolare attualità in una società in cui la tecnologia occupa uno spazio crescente nella vita quotidiana, soprattutto tra le nuove generazioni. La vicenda del giovane santo invita a riflettere sulla possibilità di utilizzare questi strumenti senza trascurare le relazioni personali, la spiritualità e il tempo dedicato agli altri.

Il significato della morte nel racconto della madre

Uno dei passaggi più intensi dell'incontro ha riguardato il modo in cui Carlo affrontò la prospettiva della morte. Salzano ha ricordato la serenità del figlio, sostenuta dalla fiducia nella vita eterna e nella relazione con Dio.

Durante l'appuntamento è stata inoltre portata una reliquia del santo, una ciocca dei suoi capelli, offerta alla venerazione dei presenti. Un momento di raccoglimento che ha accompagnato il ricordo personale della madre e la riflessione sul significato della testimonianza lasciata dal figlio.

Un esempio rivolto alle nuove generazioni

Carlo Acutis, morto nel 2006 a soli 15 anni e canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre 2025, continua a suscitare interesse per la capacità di coniugare una vita apparentemente ordinaria con una profonda esperienza di fede.

La sua storia è tornata recentemente al centro dell'attenzione anche attraverso il cinema e la televisione. Il documentario Carlo Acutis. Il giovane santo, diretto da Luca Salmaso, è arrivato nelle sale italiane il 15 ottobre, raccogliendo le testimonianze dei familiari e delle persone che lo hanno conosciuto.

Dall'incontro romano emerge un messaggio che va oltre il ricordo biografico: la fede può trovare spazio nella vita di tutti i giorni, nelle scelte personali, nell'uso della tecnologia e nella capacità di riconoscere il valore di ogni persona.

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