POLITICA

Riace, Mario Oliverio denuncia presunte forzature istituzionali: "A rischio la volontà popolare"

L’ex presidente della Regione Calabria contesta l’operato della Prefettura di Reggio Calabria sulla mancata surroga del consigliere dimissionario e sulla nomina del commissario per il rendiconto 2025

A cura di Redazione
02 novembre 2026 13:45
Riace, Mario Oliverio denuncia presunte forzature istituzionali: "A rischio la volontà popolare" - Foto: Redazione
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Riace, Mario Oliverio denuncia presunte irregolarità nella gestione del Consiglio comunale

Mario Oliverio interviene sulla situazione amministrativa del Comune di Riace, guidato dal sindaco Mimmo Lucano, denunciando quelle che definisce «un’inammissibile forzatura» e un possibile abuso ai danni dell’ente e della sua amministrazione. Secondo l’ex presidente della Regione Calabria, sarebbe in corso un nuovo tentativo di mettere in discussione il risultato elettorale che ha riportato Lucano alla guida del Comune, dopo i precedenti tentativi di scioglimento collegati all’applicazione della legge Severino, fermati dall’intervento della Corte di Cassazione.

Al centro della vicenda ci sono le dimissioni di un consigliere comunale, che avrebbero lasciato l’assemblea priva del numero completo dei suoi componenti. Per Oliverio, la procedura da seguire sarebbe stata quella della presa d’atto delle dimissioni e della successiva surroga, attraverso la nomina del primo dei non eletti della stessa lista. Tuttavia, la votazione in Consiglio, conclusasi con cinque favorevoli e cinque contrari, avrebbe impedito di completare il passaggio.

L’esponente politico contesta soprattutto la decisione della Prefettura di Reggio Calabria di nominare un commissario ad acta per procedere all’approvazione del rendiconto 2025, anziché intervenire per favorire il reintegro del consigliere dimissionario e il ripristino della piena composizione dell’organo consiliare.

Oliverio richiama in proposito il Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000), sostenendo che, in presenza di dimissioni irrevocabili, occorrerebbe procedere prioritariamente alla surroga. Cita inoltre l’articolo 136 del TUEL, che disciplina gli interventi sostitutivi nei casi di inerzia o ritardo nell’adozione di atti obbligatori da parte degli enti locali. A sostegno della propria posizione, richiama anche precedenti applicazioni di procedure analoghe, come quella relativa al Comune di Taurianova.

Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta direttamente al Prefetto di Reggio Calabria: «Perché tutto questo a Riace non è avvenuto? Per quale motivo non si è provveduto a reintegrare il consigliere dimissionario?».

Secondo Oliverio, la nomina di un commissario per la surroga avrebbe dovuto rappresentare il passaggio preliminare, necessario per consentire al Consiglio comunale di tornare a operare nella sua composizione completa. Solo successivamente, sottolinea, l’assemblea avrebbe potuto esercitare pienamente le proprie competenze in materia di riequilibrio finanziario e approvazione del rendiconto 2025.

Il rischio evidenziato dall’ex governatore è che la mancata ricomposizione del Consiglio possa condurre a una situazione di stallo, con conseguenze sul procedimento di approvazione del rendiconto e, potenzialmente, sul futuro stesso dell’amministrazione. Una situazione che, a suo giudizio, potrebbe tradursi in una forzatura delle procedure e in un’alterazione della volontà espressa dagli elettori.

Oliverio chiede quindi un approfondimento da parte della Prefettura, affinché vengano verificate le procedure adottate ed evitate eventuali illegittimità. Invoca inoltre l’attenzione delle istituzioni parlamentari sulla vicenda, ritenendo necessario tutelare il risultato elettorale che ha riportato Mimmo Lucano alla guida di Riace.

«La difesa del Comune di Riace è oggi una battaglia di principio in tutela della democrazia e dello Stato di diritto», conclude Mario Oliverio.

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