Regioni: intesa sul Piano triennale 2026-2028 del Servizio Civile Universale

L’intesa è stata sancita oggi in Conferenza Stato-Regioni grazie al proficuo lavoro tra Regioni e Dipartimento

A cura di Redazione
26 febbraio 2026 16:07
Regioni: intesa sul Piano triennale 2026-2028 del Servizio Civile Universale - Foto: Redazione
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È stata definita la programmazione triennale 2026-2028 del Servizio civile universale, con l’individuazione degli indirizzi strategici e delle priorità di intervento in Italia e all’estero.

L’intesa è stata sancita oggi in Conferenza Stato-Regioni grazie al proficuo lavoro tra Regioni e Dipartimento.

Le Regioni hanno ribadito la necessità di un loro coinvolgimento nei processi decisionali, anche alla luce della recente approvazione in Consiglio dei ministri del ddl delega in materia di politiche per i giovani e servizio civile universale, e hanno invitato al confronto sullo stato di attuazione del decreto legislativo 40/2017, che ha istituito il Servizio civile universale, proprio per individuare eventuali criticità e possibili aree di miglioramento e per rafforzare il ruolo istituzionale dei territori nel sistema.

Tra le osservazioni formulate nel documento consegnato dalle Regioni figurano la valorizzazione delle competenze maturate dai volontari, il raccordo con le misure di attivazione al lavoro e di inclusione sociale in relazione al programma “Supporto Formazione Lavoro”, nonché il ruolo delle Regioni nelle attività di comunicazione e promozione per ampliare la partecipazione dei giovani.

Si chiede anche il confronto preventivo con il Dipartimento nella pianificazione dei programmi e nella valutazione degli interventi, anche con riferimento alle esigenze territoriali e agli obiettivi dell’Agenda 2030.

Un punto specifico del documento presentato riguarda l’opportunità di rafforzare gli interventi all’estero, nei Paesi in via di sviluppo e nelle aree post-conflitto, anche attraverso un incremento fino al 10% della quota destinata, e di riportare al centro dell’interesse dei giovani alcuni ambiti di attività, come l’assistenza, mediante strumenti dedicati.

Resta aperto il tema della valorizzazione economica delle ulteriori attività attribuite ai territori, da affrontare nell’ambito della prossima programmazione finanziaria, insieme a quello relativo ai criteri di distribuzione dei posti e delle risorse in relazione alla popolazione giovanile residente, e non anche quella insistente sul territorio per studio e lavoro.

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