Primogenito al Rino Gaetano Day 2026: dalla periferia romana al palco dedicato a Rino
L’artista classe 2004 sarà tra gli ospiti della sedicesima edizione dell’evento romano dedicato al cantautore crotonese. Un percorso costruito tra autenticità, scrittura visiva e amore per Rino Gaetano
C’è anche Primogenito tra gli artisti annunciati per il Rino Gaetano Day 2026, la manifestazione che il prossimo 2 giugno tornerà a celebrare la figura e l’eredità artistica di Rino Gaetano nella cornice del Parco Arena dedicato al cantautore a Roma.
Classe 2004, cresciuto nella periferia romana, Primogenito rappresenta una delle voci emergenti più particolari della nuova scena cantautorale. Il suo immaginario mescola continuamente passato e presente, senza inseguire le mode del momento, mentre la scrittura si distingue per un linguaggio diretto, visivo e profondamente legato al racconto della quotidianità.
Per chi lo segue dagli esordi, la presenza sul palco del Rino Gaetano Day assume un significato speciale. L’artista, infatti, non ha mai nascosto il proprio legame con il repertorio di Rino. Dai primi reel condivisi sui social, nei quali interpretava “Sfiorivano le viole”, fino all’invito ufficiale alla manifestazione dedicata al cantautore calabrese, il filo conduttore è sempre stato lo stesso: un rapporto sincero con canzoni che hanno attraversato generazioni e che continuano a parlare anche ai più giovani.
L’edizione 2026 del Rino Gaetano Day sarà la sedicesima della storia e vedrà sul palco la storica Rino Gaetano Band insieme a numerosi ospiti della scena musicale italiana contemporanea, tra cui proprio Primogenito, chiamato a rendere omaggio a uno degli artisti più influenti della musica d’autore italiana.
Nato a Crotone nel 1950 e scomparso il 2 giugno 1981, Rino Gaetano continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per nuove generazioni di musicisti grazie alla sua capacità di unire ironia, poesia e critica sociale in un linguaggio unico e immediatamente riconoscibile.
Per Primogenito, quella del 2 giugno non sarà soltanto un’esibizione. Sarà il naturale approdo di un percorso costruito con la stessa autenticità di chi certe canzoni non le canta soltanto, ma le sente davvero.