Personale ATA, UIL: «In Calabria resta alta l'emergenza precariato»

Coperto poco più di un terzo del fabbisogno regionale, restano scoperti 290 posti ATA

A cura di Redazione
09 agosto 2026 17:00
Personale ATA, UIL: «In Calabria resta alta l'emergenza precariato» - Foto: Redazione
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Calabria - Si è tenuto martedì 4 agosto, presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'incontro di informativa sulle immissioni in ruolo del personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027. I numeri, letti attraverso la lente della nostra regione, restituiscono un quadro preoccupante: in Calabria saranno coperti appena 159 posti sui 449 vacanti e disponibili, pari al 35,4% del fabbisogno reale. Il restante 64,6%, cioè 290 posti, continuerà a essere affidato a contratti a tempo determinato, alimentando una situazione di precarietà che la UIL Scuola Calabria denuncia da anni.

«Ancora una volta i numeri ci consegnano una fotografia che non possiamo ignorare – afferma il segretario generale regionale della UIL Scuola Calabria Luca Scrivano -. Le nostre scuole hanno bisogno di personale stabile, perché la continuità dei servizi e la qualità dell'offerta formativa passano anche dalla presenza di lavoratrici e lavoratori ATA con un contratto sicuro».

I numeri regione per regione, profilo per profilo

Il dato calabrese non rappresenta un caso isolato, ma è la conseguenza di un piano assunzionale nazionale costruito sulla sola logica del turnover, senza un reale collegamento con il fabbisogno delle scuole. A livello nazionale sono state autorizzate 12.222 assunzioni a fronte di 34.970 posti vacanti, circa il 35%, una percentuale molto vicina a quella registrata in Calabria.

«Il problema non è soltanto regionale – sottolinea Scrivano – ma riguarda un modello che continua a non considerare le esigenze effettive degli istituti scolastici. Si autorizzano assunzioni insufficienti rispetto ai posti disponibili e si continua a rinviare la soluzione del precariato».

In Calabria, nel dettaglio, la situazione evidenzia forti criticità: i funzionari/EQ (ex DSGA) registrano la copertura totale dei 17 posti disponibili, mentre restano molto basse le percentuali per gli altri profili. Gli assistenti amministrativi vedono coperti solo 27 posti sugli 86 disponibili (31,4%), gli assistenti tecnici 14 su 59 (23,7%), mentre per i collaboratori scolastici, la categoria più numerosa, le immissioni autorizzate sono 96 su 245 posti vacanti (39,2%).

Particolarmente critico il dato degli operatori dei servizi agrari, per i quali non è stata autorizzata alcuna immissione in ruolo a fronte di 13 posti disponibili, e quello dei cuochi, con appena 2 assunzioni su 18 posti.

La richiesta della UIL Scuola Calabria: più assunzioni e meno precariato

Per la UIL Scuola Calabria la prossima Legge di Bilancio deve rappresentare l'occasione per un cambio di passo: autorizzare le assunzioni su tutti i posti realmente vacanti e disponibili, superando il vincolo del solo turnover, e trasformare in organico di diritto quei posti che da anni rispondono a esigenze stabili delle scuole.

«Non possiamo più accettare che posti che esistono, che servono e che vengono coperti ogni anno con supplenze continuino a essere considerati come un'emergenza temporanea – aggiunge il segretario regionale -. Serve una scelta politica chiara: stabilizzare il personale ATA significa garantire servizi migliori agli studenti e alle famiglie e dare dignità a migliaia di lavoratori che da anni vivono nell'incertezza». La UIL Scuola Calabria evidenzia come dietro ogni numero della tabella ci siano persone, famiglie e percorsi professionali.

«La precarietà non è soltanto una questione contrattuale – conclude Scrivano -. Un lavoro stabile significa poter programmare il proprio futuro, accedere a un mutuo, costruire una prospettiva per sé e per la propria famiglia. La stabilità del lavoro non è un privilegio, ma una condizione essenziale di dignità». La UIL Scuola Calabria continuerà a seguire l'evoluzione delle procedure di immissione in ruolo, garantendo assistenza ai lavoratori ATA nelle diverse fasi del percorso e mantenendo alta l'attenzione sul tema della stabilizzazione del personale.

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