Oggi è la Giornata del rispetto: un ricordo per Willy Monteiro e un invito alle scuole a educare al valore della vita
Il 20 gennaio si celebra in Italia la Giornata del rispetto, istituita in memoria di Willy Monteiro, il giovane ucciso a Colleferro nel 2020. Le scuole sono invitate a riflettere su bullismo, violenza e rispetto reciproco
Una giornata dedicata al rispetto per gli altri e alla lotta al bullismo: è il secondo anno consecutivo che in Italia, soprattutto tra i banchi, si celebra questa ricorrenza (la Giornata del rispetto) che cade il 20 gennaio. È istituita, alla fine del 2024, dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in meoria di Willy Monteiro. Ma chi era Willy? La sua storia è tristemente famosa: Willy Monteiro, che quando fu ucciso a Colleferro nel settembre del 2020 aveva 21 anni, oggi avrebbe compiuto 27 anni. Per il suo omicidio, nel marzo del 2025, al termine del processo di appello bis sono stati condannati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, il primo all’ergastolo e il secondo a 28 anni di carcere perchè gli sono stati riconosciute le attenuanti generiche. I due, esperti di arti marziali, colpirono Willy con una ferocia inaudita, assestando colpi mortali in pochi secondi. Il giovane 21enne era intervenuto in difesa di un amico. Per questo la sua morte è diventata negli anni simbolo di un impegno civile più ampio contro ogni forma di sopraffazione.
Nella giornata di oggi le scuole, secondo le indicazioni del Ministero, sono invitate a organizzare attività che affrontino i temi del rispetto reciproco, del contrasto al bullismo e al cyberbullismo, della prevenzione della violenza, non solo fisica ma anche verbale e psicologica.
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VALDITARA: “FAMIGLIA E SCUOLA DUE GRANDI PILASTRI”
“Oggi si celebra la Giornata del Rispetto, una ricorrenza che ci invita a riflettere sul significato profondo che esso riveste per ogni persona e per la società intera: una riflessione che si impone in misura ancora maggiore dopo l’uccisione del giovane Abanoub Youssef avvenuta proprio tra le mura di un istituto scolastico spezzino”. Lo scrive sui social il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
“Il rispetto- aggiunge- non è una scelta, è un valore necessario: non esiste società civile se non vi è rispetto tra le persone che la costituiscono. Il rispetto per l’altro, per la sua vita, la sua individualità, le sue scelte, i suoi ideali, le sue aspirazioni; il rispetto verso le regole; il rispetto verso i beni. Questa è l’imprescindibile base su cui fondare il presente e il futuro di una nazione civile. Il rispetto si insegna e si impara. La famiglia e la scuola sono i due grandi pilastri che hanno l’importante compito di educare al rispetto. Solo una società fondata sul rispetto può consentire ai giovani di costruire il proprio futuro. E solo con il rispetto si possono costruire relazioni sane, positive tra le persone”.
“La scuola ‘costituzionale’- dice ancora Valditara-, che ho fortemente voluto, pone la persona al centro della propria azione educativa: una persona che ha diritti ma anche doveri, che conosca il valore della libertà e della responsabilità, una persona la cui autoaffermazione non può mai prevaricare l’altro.
La scuola deve essere un porto sicuro, una palestra in cui apprendere nozioni, valori e civiltà; un luogo sereno in cui acquisire capacità complesse, riflettere, liberare i propri talenti; la scuola deve essere un trampolino di lancio verso la vita futura. Proprio per garantire sempre la effettività del rispetto, consideriamo la sicurezza un valore importante perché tutela i nostri giovani e chi lavora per il loro futuro”.
Fonte: Dire.it