Narcotraffico internazionale, confisca definitiva di un immobile da 650 mila euro

Il fabbricato si trova a Bentivoglio, nel Bolognese, ed è riconducibile a un narcotrafficante originario del Vibonese, condannato nell’ambito delle operazioni “Decollo” e “Stammer”

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 07:00
Narcotraffico internazionale, confisca definitiva di un immobile da 650 mila euro - guardia di finanza redazione
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Un immobile di pregio del valore stimato di 650 mila euro, situato a Bentivoglio, in provincia di Bologna, è stato definitivamente confiscato perché riconducibile a un narcotrafficante internazionale originario del Vibonese. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri dei Comandi provinciali di Catanzaro e Bologna, in attuazione del decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro.

La confisca è il risultato di un procedimento di prevenzione patrimoniale avviato sulla base degli accertamenti economici condotti dai Gruppi di investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) dei Nuclei di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e Bologna, sotto il coordinamento della Procura distrettuale.

Le indagini hanno documentato l'effettiva disponibilità dell'immobile da parte dell'uomo, nonostante fosse formalmente intestato a un soggetto compiacente. Gli investigatori hanno inoltre riscontrato una significativa sproporzione tra il valore del fabbricato e i redditi dichiarati dall'interessato.

Le operazioni contro il narcotraffico internazionale

Il destinatario del provvedimento è un soggetto già coinvolto in numerose inchieste sul traffico internazionale di stupefacenti. Tra queste figura la storica operazione “Decollo”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che aveva ricostruito un vasto sistema di importazione di cocaina dal Sudamerica attraverso spedizioni marittime dirette in Italia, Spagna e Australia.

La droga veniva occultata all'interno di container destinati a trasportare normali merci commerciali. Gli investigatori avevano individuato diversi sistemi utilizzati per nascondere lo stupefacente, tra cui tubi di plastica inseriti in blocchi di marmo e pietra, confezioni di tonno e pedane contenenti piastrelle di granito.

Nell'aprile del 2002, nel porto di Salerno, le forze investigative sequestrarono 541 chilogrammi di cocaina all'interno di un container proveniente dalla Colombia, che trasportava blocchi di marmo. Per questa vicenda, l'uomo è stato condannato a 12 anni di reclusione.

L'inchiesta Stammer e gli altri procedimenti

Il narcotrafficante è stato successivamente coinvolto nell'operazione “Stammer”, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e dal Gico di Catanzaro, con la collaborazione del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e sotto il coordinamento della Procura distrettuale.

L'indagine ha colpito un'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. In particolare, all'uomo è stato contestato il coinvolgimento in un tentativo di importazione dalla Colombia di un ingente quantitativo di cocaina, che avrebbe dovuto raggiungere nel 2015 il porto di Genova oppure l'aeroporto di Lamezia Terme. Per questa vicenda è stato condannato a 11 anni, un mese e dieci giorni di reclusione.

Il suo nome è comparso anche in altri procedimenti, tra cui “Decollo ter”, “Due Torri Connection” e “La Pigna d'Oro”, relativi, oltre che al traffico di droga, anche a ipotesi di estorsione e trasferimento fraudolento di valori.

La pericolosità sociale e la confisca

Alla base della misura patrimoniale vi è il riconoscimento, da parte del Tribunale di Catanzaro, della cosiddetta pericolosità sociale qualificata dell'uomo, secondo le categorie previste dal Codice antimafia, alla luce delle numerose condotte delittuose che lo hanno coinvolto.

La confisca definitiva del fabbricato rappresenta l'esito degli accertamenti che hanno permesso di ricostruire la disponibilità effettiva del bene e la sproporzione tra il suo valore economico e i redditi dichiarati.

L'intervento della Guardia di Finanza punta a sottrarre al patrimonio del soggetto un immobile ritenuto riconducibile alla sua disponibilità, sebbene intestato formalmente a un'altra persona.

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