Missione di Meloni nel Golfo: trasferta lampo di due giorni in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a sorpresa a Gedda, in Arabia Saudita, dando il via a una missione lampo di due giorni che includerà anche tappe in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Non un blitz per

A cura di Redazione
03 aprile 2026 16:01
Missione di Meloni nel Golfo: trasferta lampo di due giorni in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati -
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(Adnkronos) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a sorpresa a Gedda, in Arabia Saudita, dando il via a una missione lampo di due giorni che includerà anche tappe in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Non un blitz per garantire all'Italia l'approvvigionamento energetico, mettendo in sicurezza le forniture ("se il conflitto dovesse avere tempi lunghi"), ma innanzitutto una missione che la premier avrebbe deciso ieri sera, per testimoniare vicinanza ai tre paesi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar ed Emirati) con cui Meloni ha un "rapporto speciale costruito con le monarchie che guidano i tre Paesi". E' questo il senso della trasferta a sorpresa della presidente del Consiglio, sottolineano fonti italiane che spiegano come la segretezza del viaggio sia legata alle necessità di sicurezza dei voli nei cieli del Golfo dove, viene ricordato dalle stesse fonti, "solo oggi 47 droni e 18 missili balistici hanno colpito gli Emirati", ragioni evidenti di sicurezza che hanno convinto la premier a rinunciare a far tappa anche in Kuwait. "Non siamo lì per chiedere", ribadiscono le stesse fonti, assicurando che l'Italia punta a dare appoggio a questi Paesi "in un momento non semplice per la sicurezza". Meloni è il primo leader Ue e Nato che va nel Golfo dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran.

La volontà di rafforzare la sicurezza energetica - tra gli obiettivi della trasferta di Meloni nel Golfo - è in linea con quanto già fatto dalla premier in Algeria a fine marzo, con l'obiettivo di aumentare se possibile le forniture a disposizione, dialogando anche con i Paesi della regione che assicurano il 15% del petrolio e il 10% del gas in arrivo in Italia, sottolineano sempre fonti italiane, facendo il punto sulla missione della premier italiana.

Quella scelta da Roma, confermano le stesse fonti, è un'azione che vuole garantire, anche in un momento di difficoltà e di guerra ("ma non c'è una situazione di emergenza") continuità degli investimenti italiani e delle sue aziende come Eni, in vista della ripartenza di produzione ed export, al più presto possibile. In particolare, se con l'Arabia il focus sarà sul petrolio, con il Qatar si parlerà più di gas. Le fonti italiane aggiungono poi che in questo contesto 'energetico', tra qualche settimana Meloni si recherà anche in Azerbaigian per trovare ulteriori soluzioni alla crisi in atto. Una missione che viene resa nota solo ora, ma che "era fissata da mesi".

Il conflitto tra Iran e Usa-Israele è tra i temi che Meloni affronterà nella sua missione nel Golfo. Fonti italiane assicurano che la linea del nostro Paese, a partire dal nodo di Hormuz, "è semplice" con Roma disponibile a partecipare a una missione per la sicurezza dello Stretto solo se c'è una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, in un quadro di cessate il fuoco. Aspettando quindi il pronunciamento del Palazzo di Vetro, che sta valutando quanto chiesto dal Bahrein, in attesa del voto "che pare slittato per ora". La premier ha proposto e proporrà maggiore dialogo tra Paesi del Golfo e G7. Anche con l'Iran, viene ricordato, non sono state mai interrotte le relazioni diplomatiche. Uno sforzo comune, in Europa almeno, viene sottolineato, è quello per arrivare al cessate il fuoco. A fronte della diplomazia in campo, che viene rafforzata dalla missione della premier Meloni, l'appoggio ai Paesi del Golfo, sotto attacco, viene confermato. L'Italia, che già fornisce supporto, è pronta quindi a valutare nuove richieste di materiale militare, fermo restando il carattere difensivo degli armamenti messi a disposizione. In un quadro che non è dissimile da quello ucraino, dalle forniture militari garantite a Kiev. Le fonti interpellate ricordano infine che in ogni caso "c'è un tema di magazzino da tener presente".

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