Legge di Stabilità, la CISL Calabria chiede modifiche
Il sindacato segnala le criticità della manovra e sollecita interventi su pensioni, sanità e potere d'acquisto
La CISL Calabria interviene sulla Legge di Stabilità, evidenziando una serie di criticità che, secondo il sindacato, richiedono modifiche durante l'iter parlamentare. L'organizzazione regionale condivide le valutazioni della segretaria generale nazionale Daniela Fumarola, secondo cui la manovra accoglie alcune richieste avanzate dalla CISL, ma presenta ancora aspetti da correggere e migliorare. Per questo, il sindacato assicura il proprio impegno, insieme alla segreteria nazionale, affinché vengano introdotti interventi correttivi, rivolgendo un appello anche alla deputazione calabrese.
Tra i punti maggiormente contestati figura il taglio di 7.000 posti tra docenti e personale ATA, di cui oltre 300 in Calabria. Una misura giudicata sbagliata, che rischia di indebolire ulteriormente il sistema scolastico e penalizzare soprattutto i territori più fragili. Critiche anche alla flat tax al 15% per le partite IVA con redditi fino a 100.000 euro, che secondo la CISL determina una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, sottoposti a un'aliquota del 43% nella stessa fascia reddituale.
Sul fronte previdenziale, il sindacato esprime preoccupazione per il blocco dell'indicizzazione delle pensioni superiori a 2.447 euro lordi, una scelta che potrebbe incidere negativamente sul potere d'acquisto dei pensionati. Anche le risorse destinate alla sanità, nonostante il finanziamento complessivo raggiunga i 146,3 miliardi di euro, vengono considerate insufficienti rispetto all'aumento dei costi energetici, dei farmaci e delle spese legate ai rinnovi contrattuali. Per la CISL, è necessario garantire investimenti adeguati per tutelare la qualità dei servizi e il diritto alla salute.
Accanto alle criticità, la CISL Calabria riconosce alcuni elementi positivi della manovra, a partire dal taglio dell'IRPEF per i redditi fino a 55.000 euro e dalla conferma della detassazione dei premi di risultato e degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti nazionali. Tra le misure considerate favorevoli figurano anche gli investimenti sulla ZES, gli incentivi alle assunzioni di giovani e donne e la tassazione agevolata al 15% delle maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo e a turni.
Secondo il sindacato, tuttavia, questi interventi devono essere accompagnati da politiche strutturali capaci di contrastare il caro energia e l'inflazione. La priorità è proteggere concretamente il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati, favorendo una distribuzione più equa del valore lungo le filiere produttive e introducendo strumenti per adeguare i salari all'andamento reale dei prezzi, soprattutto nei casi in cui i rinnovi contrattuali arrivano in ritardo.
La CISL Calabria richiama inoltre l'attenzione sulle vertenze occupazionali che interessano direttamente la regione. Tra le urgenze indicate ci sono le prospettive lavorative dei precari ex TIS della scuola, i cui contratti sono scaduti lo scorso luglio, e dei lavoratori precari del Ministero della Cultura, che rischiano di perdere il posto alla fine di novembre senza un intervento specifico. Si tratta complessivamente di circa 600 lavoratori calabresi, per i quali il sindacato chiede garanzie e soluzioni concrete, affinché non vadano disperse professionalità ed esperienze maturate.
Un'altra questione riguarda i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS). La CISL sollecita il Governo ad aumentare il finanziamento strutturale, attualmente fissato in 5 milioni di euro, per consentire la stabilizzazione definitiva anche di coloro che sono rimasti esclusi dalle procedure assunzionali attualmente in corso.
Infine, il sindacato considera prioritario il superamento dei vincoli sui tetti di spesa per il personale sanitario, ritenuti ormai anacronistici per una regione ancora alle prese con il Piano di rientro. Secondo la CISL Calabria, è indispensabile creare le condizioni per nuove assunzioni e garantire organici adeguati, servizi efficienti e una sanità in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. «Senza personale non c'è sanità» è il messaggio con cui l'organizzazione ribadisce la necessità di intervenire sulle carenze strutturali del sistema regionale.