La nautica calabrese guarda all’Europa: cantieri protagonisti ai saloni di Genova e Düsseldorf
L’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari promuove la strategia della Regione: «Le fiere sono una leva per occupazione, export e turismo. Ora servono le barche calabresi in esposizione»
Lamezia Terme – La nautica calabrese non può più essere raccontata soltanto dai territori: deve stare nei luoghi in cui si incontrano mercati, buyer, operatori, turismo esperienziale e innovazione. Per questo l’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari esprime soddisfazione per il lavoro avviato dall’assessorato regionale al turismo guidato da Giovanni Calabrese, che ha opzionato la presenza della Calabria nei prossimi saloni nautici europei accogliendo esigenze e proposte avanzate dal comparto. Le fiere di settore non sono una vetrina accessoria, ma un pezzo della strategia di sviluppo turistico, produttivo e occupazionale del territorio.
GUARASCIO: BENE GLI SPAZI CALABRIA, ORA SERVE IL PRODOTTO IN FIERA
È quanto dichiara Claudio Guarascio, Presidente dell’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari, commentando positivamente la scelta della Regione Calabria e del Presidente Roberto Occhiuto, di prenotare spazi istituzionali per la presenza regionale al boot Düsseldorf e al Salone Nautico Internazionale di Genova. È il metodo giusto – sottolinea – perché costruisce sinergia tra istituzioni e imprese. Ma il passo decisivo, adesso, è consentire ai costruttori calabresi di portare anche le imbarcazioni, soprattutto a Genova, appuntamento più imminente e fondamentale per il mercato nazionale.
GENOVA È LA PRIORITÀ, DÜSSELDORF LA PORTA EUROPEA
Il Salone di Genova resta il riferimento italiano della nautica e nel 2025 ha chiuso con oltre 124 mila visitatori, confermandosi una piattaforma strategica per reputazione, relazioni commerciali e posizionamento del prodotto. Düsseldorf, invece, è uno dei grandi hub internazionali del settore: l’edizione 2026 ha registrato quasi 199 mila visitatori, oltre 1.300 espositori e una presenza da 69 Paesi. Numeri che dicono una cosa semplice: essere presenti significa entrare dove si decide una parte importante della domanda nautica europea.
ISTANBUL, L’AUSPICIO È PORTARE LE BARCHE IN UN MERCATO IN CRESCITA
Accanto a Genova e Düsseldorf, l’Associazione guarda con attenzione anche a Istanbul, e in particolare al Bosphorus Boat Show, appuntamento che intercetta un bacino mediterraneo ed euroasiatico di grande interesse. Si tratta di una manifestazione con oltre 500 brand, centinaia di barche e più di 30 mila visitatori. Un contesto nel quale – suggerisce il Presidente – la Calabria potrebbe raccontare non solo cantieri, ma destinazione, stile di vita e le sue coste, i suoi servizi e la sua tradizione nella cantieristica nautica. L’auspicio è che si possa lavorare con la Regione per valutare una presenza ancora più qualificata, con barche calabresi in esposizione.
LE FIERE NON SONO STAND, SONO MACCHINE DI RELAZIONI E CONTRATTI
La partecipazione fieristica – aggiunge – va misurata non solo in termini di visibilità, ma di contatti, preventivi, ordini, reti commerciali, accordi con dealer, incoming turistico e reputazione della destinazione. I saloni nautici, inoltre, sono propulsori di innovazione perché mettono insieme prodotto, servizi, tecnologia e ovviamente un target selezionato. Alcuni studi internazionali sul settore dimostrano che i boat show generano impatti economici rilevanti per vendite, fiscalità e indotto locale; il Newport International Boat Show, ad esempio, ha dichiarato per l’edizione 2025 un impatto economico di 22,5 milioni di dollari, mentre il Fort Lauderdale International Boat Show quantifica centinaia di milioni di dollari di vendite durante la manifestazione.
LA CALABRIA DEVE PRESENTARSI COME FILIERA, NON COME SOMMA DI AZIENDE
Il punto, dunque, è superare la partecipazione isolata. Una barca calabrese in fiera – ricorda ancora il rappresentante dell’associazione che riunisce 140 imprese tra cantieri e filiera collegata, con un fatturato complessivo che supera i 65 milioni di euro – non racconta soltanto un prodotto ma la possibilità di navigare una destinazione. Per questo la presenza regionale deve diventare sistema perché solo così, attraverso il supporto di spazi istituzionali, le aziende possono attivare rapporti mettendo insieme produzione e promozione del territorio.
SOSTENERE CHI PORTA LE BARCHE SIGNIFICA INVESTIRE SUL TERRITORIO
L’Associazione auspica quindi che, anche per Genova, la Regione possa valutare un sostegno ulteriore per quei costruttori che decideranno di portare fisicamente le imbarcazioni. È una scelta onerosa, ma decisiva: senza prodotto esposto, una fiera nautica perde parte della propria forza commerciale. Sostenere questa partecipazione significa aiutare le imprese a generare contatti, ma anche promuovere la Calabria come luogo dove la nautica si costruisce, si vive e può diventare turismo.
CON ASSESSORE CALABRESE INTERLOCUZIONE COSTANTE E PROFICUA
Il lavoro in corso con il dipartimento e l’assessorato regionale al turismo, guidato dal direttore generale Roberto Cosentino e da Giovanni Calabrese, conferma una direzione positiva. La nautica non è un comparto laterale rispetto al turismo: è uno dei segmenti più interessanti per intercettare un pubblico selezionato, capace di cercare esperienze, servizi, qualità ambientale e destinazioni non banali. La Calabria può parlare a questo target se si presenta con una proposta ordinata, credibile e riconoscibile.
DALLE FIERE ALLA DESTINAZIONE, LA NAUTICA PUÒ DIVENTARE BRAND CALABRIA
La presenza nei saloni deve essere l’inizio, non la conclusione. Dopo la fiera – conclude Guarascio – servono follow-up, pacchetti di relazione, contatti commerciali, inviti sui territori, prove in mare, visite nei cantieri e collegamenti con porti e marine. Solo così la promozione diventa ritorno economico. La Calabria ha imprese, mare e identità: ora deve usare le fiere per trasformare questa materia prima in reputazione internazionale, lavoro e nuova economia del mare