Iran, Telegraph: hacker vicini al regime hanno spento una centrale elettrica britannica per 4 giorni

(Adnkronos) - Una piccola centrale elettrica britannica è rimasta fuori servizio per quattro giorni a causa di un attacco informatico attribuito a hacker legati al regime iraniano. Lo riporta il Telegraph, secondo cui si tratterebbe del primo atta

A cura di Redazione
23 agosto 2026 10:23
Iran, Telegraph: hacker vicini al regime hanno spento una centrale elettrica britannica per 4 giorni -
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(Adnkronos) - Una piccola centrale elettrica britannica è rimasta fuori servizio per quattro giorni a causa di un attacco informatico attribuito a hacker legati al regime iraniano. Lo riporta il Telegraph, secondo cui si tratterebbe del primo attacco riuscito contro un'infrastruttura critica del Regno Unito. Le autorità britanniche non hanno reso noto il nome dell'impianto e hanno precisato che l'interruzione non ha messo a rischio la stabilità della rete elettrica nazionale. 

Secondo il quotidiano, l'attacco risale al mese scorso e sarebbe avvenuto nello stesso periodo in cui infrastrutture idriche negli Stati Uniti venivano colpite da un presunto cyberattacco sempre riconducibile all'Iran. Durante i quattro giorni di fermo, il personale della centrale ha lavorato per ripristinare i sistemi, mentre le autorità hanno successivamente allertato le società energetiche britanniche sul crescente rischio di attacchi informatici contro il settore. 

 

"Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala", ha dichiarato intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla tv di Stato, riconoscendo le gravi difficoltà economiche che attraversa il Paese e affermando che il governo "è in imbarazzo" per i problemi che pesano sulla popolazione. 

"Trump dice con facilità che imporranno all'Iran le sanzioni più devastanti o più terribili- ha proseguito - Noi resistiamo e cerchiamo di servire il popolo di fronte a questa guerra impari". 

"Una volta che abbiamo preso una decisione e raggiunto un'intesa, tutti devono sostenerla e agire di conseguenza", ha poi continuato, difendendo dalle critiche interne il memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. Parlando al mausoleo del fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, Pezeshkian ha sottolineato che l'accordo riflette il consenso dei vertici militari e degli altri funzionari direttamente coinvolti nel conflitto, sostenendo che chi lo contesta non ha seguito da vicino le vicende sul campo. 

Il presidente iraniano si è inoltre scusato per le difficoltà affrontate dalla popolazione, affermando che il Paese è impegnato in una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala. "Pensavano che, se avessero attaccato l'Iran, sarebbe diventato come il Venezuela. Ma non solo non siamo diventati il Venezuela, il mondo è rimasto sbalordito dalla nostra resistenza, solidarietà e coesione", ha dichiarato Pezeshkian. 

 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 agosto 2026

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