Inflazione al 5,4%, stangata da 1.802 euro l'anno per le famiglie: Federconsumatori attacca il Governo
Rincari energetici e alimentari spingono la crescita dei prezzi, mentre il carrello della spesa sale al 2,5%. L'associazione chiede interventi su accise, Iva, bonus energia e lotta alle speculazioni
Sulla spinta dei rincari energetici, l’inflazione a ottobre sale al 5,4% (riportandosi sui livelli di agosto 2023). La spinta sull’acceleratore della crescita dei prezzi viene, ancora una volta, dai beni energetici, sia quelli regolamentati (il cui tasso passa da +25,8% a +59,5%), che quelli non regolamentati (da +22,5% a +29,4%).
Un contributo rilevante arriva anche dal settore alimentare, soprattutto dalla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%).
Il “carrello della spesa”, infine, raggiunge quota +2,5%.
Alla luce di questi dati le ricadute per le famiglie, in termini annui, si fanno sempre più gravi: +1.802 euro annui a famiglia, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.
Cifre e percentuali che mostrano chiaramente l’inefficacia delle politiche adottate finora dal Governo e che fanno apparire ancora più desolanti e inadeguate le risposte (o meglio le non risposte) della manovra: di fatto, non si intravede alcun provvedimento utile ad aiutare realmente le famiglie (specialmente quelle che ne hanno più bisogno) e sostenere la domanda interna.
Una manovra che non apporta alcun miglioramento degno di nota al 92% di lavoratori e pensionati. Il Governo davvero pensa di poter affrontare l’emergenza attuale eliminando il bollo auto e tagliando le accise sul gasolio qualche settimana l’anno?
È ora di intervenire in maniera decisa e coraggiosa, per contrastare le disuguaglianze piuttosto che aumentarle, attraverso provvedimenti immediati che prevedano:
L’adozione di sconti sulle accise seri e duraturi (di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 30 sul diesel).
Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che l’O.N.F. ha calcolato pari a oltre 600 euro annui a famiglia).
Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.
La definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo).
Redistribuire ai cittadini, lavoratori e pensionati, il fiscal drag.