Giovani M5S Calabria al raduno nazionale: «Studiare non sia un privilegio»

La delegazione calabrese a Ceglie Messapica per il confronto nazionale sulle politiche giovanili

A cura di Redazione
03 settembre 2026 14:00
Giovani M5S Calabria al raduno nazionale: «Studiare non sia un privilegio» - Foto Uff. Stampa  Network Giovani M5S Calabria
Foto Uff. Stampa Network Giovani M5S Calabria
Condividi

CEGLIE MESSAPICA – Il diritto allo studio, la formazione e l’accesso al mondo del lavoro sono stati al centro del primo Raduno nazionale delle forze politiche giovanili, ospitato a Ceglie Messapica nell’ambito della manifestazione “La Piazza – Il Bene Comune”. All’iniziativa ha preso parte anche una delegazione del Network Giovani del Movimento 5 Stelle Calabria, guidata dal referente regionale Salvatore Giordano e composta inoltre da Angelo Curcio e Ada Bastone.

L’appuntamento ha riunito giovani impegnati in diverse realtà politiche, chiamati a confrontarsi sulle principali questioni che riguardano le nuove generazioni: dal lavoro alla formazione, passando per il diritto allo studio, la casa e il futuro dei territori.

Per la delegazione calabrese, il confronto ha assunto un significato particolare. «Essere presenti come giovani calabresi è stato importante perché molti dei problemi affrontati durante il raduno nella nostra regione assumono una dimensione ancora più forte», ha spiegato Giordano. «Per tanti ragazzi studiare, formarsi e iniziare un percorso professionale significa sostenere costi che le famiglie spesso faticano a coprire oppure essere costretti a lasciare la Calabria».

Nel corso dei lavori, il Network Giovani M5S ha avanzato una proposta sul tema della formazione e dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, chiedendo maggiori garanzie per chi svolge tirocini extracurriculari. Tra le richieste, un’indennità adeguata, il rimborso obbligatorio delle spese e un patto formativo in grado di definire con chiarezza diritti, condizioni e obiettivi del percorso.

«Il diritto allo studio non può fermarsi alla porta dell’università. Riguarda anche tutto ciò che viene dopo: tirocini, specializzazioni e percorsi di formazione. Non possiamo continuare a chiedere ai giovani di accumulare esperienza lavorando gratis o rimettendoci economicamente», ha sottolineato il referente regionale.

Secondo Giordano, si tratta di un sistema che rischia di trasformare le opportunità formative in un privilegio legato alle possibilità economiche della famiglia, penalizzando soprattutto i giovani provenienti dalle aree con minori opportunità.

Una situazione che in Calabria si intreccia con altre criticità: la difficoltà di accesso al mercato del lavoro, la distanza dai principali centri universitari e formativi e, in molti casi, la necessità di trasferirsi per proseguire gli studi o costruire il proprio futuro professionale.

«Per un giovane calabrese il diritto di scegliere cosa studiare, dove formarsi e quale lavoro intraprendere non può dipendere dalle possibilità economiche della propria famiglia o dal luogo in cui è nato», ha concluso Giordano. «Questa è la battaglia che vogliamo portare avanti anche in Calabria: creare le condizioni perché partire sia una scelta e restare o tornare sia davvero possibile».

Segui NotiziaOk