Giornata Nazionale del Personale Sanitario - Nursing Up: "Tanti colleghi scomparsi, crepa invisibile"

De Palma: «La realtà è sotto gli occhi di tutti. 6,2 infermieri per 1.000 abitanti contro 8,4 in UE, stipendi tra i più bassi d’Europa. Siamo davvero pronti alle prossime emergenze?»

A cura di Redazione
20 febbraio 2026 18:40
Giornata Nazionale del Personale Sanitario - Nursing Up: "Tanti colleghi scomparsi, crepa invisibile" - Foto: Redazione
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La pandemia non è un capitolo chiuso. Non può esserlo. È una crepa ancora visibile nei muri del Servizio sanitario nazionale. In quelle crepe ci sono i nomi dei colleghi caduti, i turni infiniti, i reparti trasformati in trincee senza protezioni adeguate nella fase iniziale dell’emergenza. In quei momenti, senza presidi, quando qualcuno addirittura dovette indossare le tute da macellaio, abbiamo visto la morte negli occhi, ogni giorno! Oggi non si tratta solo di commemorare. Si tratta di capire se il sistema, dopo aver retto l’urto, sia stato davvero messo in sicurezza.«Abbiamo contato i morti. Ora è tempo di contare gli organici! Perché la memoria senza riforme è solo un rituale», dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale Nursing Up.

IL PREZZO PAGATO

In Italia sono oltre 90 gli infermieri deceduti per Covid-19 e migliaia i contagi tra il personale sanitario nei mesi più duri. Quel prezzo umano impone oggi una valutazione strutturale: la sicurezza del personale è un pilastro della sicurezza dei pazienti.

IL DIVARIO NUMERICO STRUTTURALE

L’Health at a Glance dell’OCSE certifica che l’Italia dispone di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media UE di 8,4. Nei principali Paesi europei si superano i 10 per 1.000 abitanti. Il divario equivale a circa 175.000 professionisti mancanti e, con un’età media elevata e uscite previste nei prossimi anni, rischia di ampliarsi senza interventi straordinari. Parallelamente, l’OMS Europa stima una carenza di quasi 1 milione di infermieri entro il 2030nella Regione europea.

UNO SQUILIBRIO CHE INCIDE SULLA TENUTA DEL SISTEMA

A fronte di una densità medica in linea o superiore alla media europea (oltre 4 per 1.000 abitanti), la dotazione infermieristica resta insufficiente. Meno infermieri significa maggiore carico assistenziale, più burnout e maggiore rischio clinico, con effetti diretti sulla qualità dell’assistenza.

STIPENDI E ATTRATTIVITÀ

Un infermiere italiano percepisce mediamente 1.500–1.600 euro netti a inizio carriera, mentre in Germania e nei Paesi del Nord Europa si superano i 2.500–3.000 euro netti. Il differenziale può oltrepassare i 1.000 euro mensili, incidendo sulla fuga verso l’estero e sull’attrattività della professione.

Con oltre il 24% della popolazione sopra i 65 anni, una domanda assistenziale in crescita e il rischio concreto di nuove emergenze sanitarie globali, il nodo è strategico.

«Se oggi siamo sotto la media europea – conclude De Palma – dobbiamo chiederci con quali numeri affronteremo la prossima crisi. Senza programmazione e valorizzazione economica, la vulnerabilità resta evidente».


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