Fabio Canino lascia 'Ballando' dopo 17 anni: "Spero che la prossima giuria non sia troppo buonista"
(Adnkronos) - "Dalla giuria mi hanno tolto loro, dal programma me ne sono andato io". Fabio Canino risponde all'Adnkronos dalla Calabria, dove si trova per uno spettacolo e un podcast, all'indomani del video con cui ha annunciato l'addio a 'Ballan
(Adnkronos) - "Dalla giuria mi hanno tolto loro, dal programma me ne sono andato io". Fabio Canino risponde all'Adnkronos dalla Calabria, dove si trova per uno spettacolo e un podcast, all'indomani del video con cui ha annunciato l'addio a 'Ballando con le stelle' dopo 17 anni da giudice. La produzione, racconta, gli aveva proposto di restare come concorrente, per poi tornare in giuria l'anno successivo. Lui ha detto no: "Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti". E mentre Ballando prepara una nuova giuria (con l'ingresso ormai atteso ma non ancora ufficializzato di Barbara D'Urso e Alberto Matano al posto di Selvaggia Lucarelli e appunto di Canino), lui avverte: "Se ci metti persone che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa". Sul futuro, invece, nessun accordo con Mediaset o Pier Silvio Berlusconi, nonostante la battuta lanciata nel video: "Ma magari ci fosse un contratto".
Quindi, Fabio, facciamo subito chiarezza: sei tu che hai deciso di lasciare Ballando o, come raccontano i rumors, è stata Milly Carlucci a non riconfermarti?
"La situazione è un po' diversa. Mi è stato proposto un contratto biennale, cosa che non era mai successa prima: volevano farmi fare il ballerino quest'anno, perché cercavano un ballerino pop, divertente, e poi farmi tornare l'anno successivo al ruolo di giudice. Io ho detto di no. Dopo 17 anni da giudice, fare il concorrente sarebbe stato complicato e, soprattutto, non avevo il tempo per un impegno del genere: sto facendo teatro, radio, serate. Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti. Contemporaneamente loro volevano fare dei cambiamenti nella giuria e a quel punto ho detto: ok, allora me ne vado io. In qualche modo, dalla giuria mi hanno mandato via loro, dal programma me ne sono andato io".
Insomma, non hai vissuto la proposta di fare il concorrente come una diminuzione del tuo ruolo?
"No, assolutamente. Non è una questione di sentirsi sminuiti. L'hanno fatto Paolo Belli, l'ha fatto Ivan Zazzaroni: fa parte del gioco. Però secondo me c'è un ordine. Se prima fai il concorrente e poi il giudice, ha un senso. Dopo 17 anni da giudice, invece, tornare concorrente è un'altra cosa. E io avrei rischiato di mettermi nei guai da solo".
Ti è dispiaciuto dire addio?
"Molto. Diciassette anni sono diciassette anni. Cresci con le persone, gli vuoi bene, diventa una seconda famiglia. Mi è dispiaciuto soprattutto dire: ragazzi, quello che mi proponete non posso farlo".
E infatti il tuo post d'addio è sembrato quasi freddo. Non hai nemmeno ringraziato pubblicamente Milly.
"L'ho fatto di corsa proprio per rendere la cosa indolore. Come quando vai in vacanza e non vuoi salutare le persone perché ti dispiace: fai 'ciao ciao' e te ne vai. Mi sono dimenticato di ringraziare Milly e di salutare tutti. È stata una dimenticanza grossa, soprattutto perché è stata lei, 17 anni fa, a volermi in quel programma. Poi ovviamente ci siamo salutati e ringraziati tutti, autori, produzione, Zazzaroni, Carolyn Smith. Ma pubblicamente non l'avevo fatto. E così ho dato materiale a tutti quelli che adorano i complotti".
A proposito di Milly: cosa vuoi dirle oggi?
"Grazie. Grazie perché 17 anni fa mi ha convinto, come solo lei sa fare, a prendere una strada che non avevo mai preso. Io venivo da programmi di seconda serata, con un pubblico diverso, e lei mi disse: “Fidati, in prima serata uno come te ci sta”. E io mi sono fidato. Ci ho messo due o tre anni a trovare la mia chiave, il mio modo di stare lì. Volevo essere un po' come i vecchietti dei Muppets: quelli che guardano lo show e lo commentano. Non volevo fare il fenomeno a tutti i costi".
Dopo 17 anni, cosa ti porti davvero dietro da Ballando?
"Le persone, sicuramente. È una macchina da guerra: funziona perché dietro ci sono professionisti veri, persone che non sono lì per caso. Mi porto dietro l'ammirazione per chi lavora dietro le quinte, per i ballerini, gli autori, la produzione. E poi la musica: l'orchestra era la mia colonna sonora".
E cosa, invece, avresti volentieri evitato?
"Alcuni personaggi non mi sono piaciuti. Gli ex politici, per esempio, li trovo sgradevoli quando fanno questo washing televisivo. Però mi rendo conto che sono molto funzionali al programma. Io sono talebano su alcune cose, poi negli anni ho imparato che quando mi dicevano 'fidati, vedrai che funziona', spesso avevano ragione".
Adesso però c'è una nuova giuria. Che Ballando sarà senza di voi?
"La domanda è da mille dollari. Squadra che vince non si cambia, è vero. Però allora dovevi tenere tutti e cinque, perché la forza della giuria non è il singolo: è la squadra. Eravamo cinque persone con personalità diverse, modi diversi di reagire e di agire. Ci conoscevamo così bene che sapevamo già cosa avrebbe detto l'altro, o quando qualcuno non sarebbe intervenuto per non dare soddisfazione a un concorrente. Era una squadra".
La nuova giuria rischia di essere troppo buonista?
"Dipende da che tipo di giuria vogliono fare. Se ci metti persone che non vogliono sporcarsi le mani, che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa, come in tanti altri programmi dove le giurie sono lì a dire: 'Come sei bravo, come sei bello, che talento!'. A Ballando c'era qualcuno che poteva dirti: 'No, non sai ballare'. E lì cominciava la guerra: 'Ma tu chi sei per dirmi che non so ballare?'. Questi meccanismi funzionavano. È televisione. Ballando con le stelle è ballo, certo, ma è anche tanto show".
Quindi non funzionerebbe una giuria più morbida?
"A me piace più quando c'è qualcuno di battagliero. Poi non so cosa abbiano deciso davvero. Magari si sono rotti le scatole anche loro di stare sempre lì a evitare che i giudici si mangino con i concorrenti e vogliono qualcosa di più tecnico. Non lo so. In questo momento storico è difficile dirlo".
E cosa pensi di Matano al posto tuo? Potrebbe essere una figura meno 'puntuta'?
"Forse è proprio quello che vogliono cambiare. Ma non so nemmeno con certezza chi ci sarà. Si parla di Matano, della D'Urso, di altri nomi. Io, sinceramente, quest'anno non mi sono informato. Ero troppo preso dalla domanda: “Che faccio? Che faccio? Che faccio?”".
Che reazioni hai avuto dopo il tuo annuncio di ieri?
"Questa è stata una sorpresa enorme. A un certo punto ho pensato: forse sono morto e non lo so! C'erano messaggi del tipo 'era tanto bravo', 'ci mancherà', tutto al passato. Ho detto: cazzo, forse sono morto. Poi ho toccato una parte del mio corpo e ho capito che ero ancora vivo. Mi ha fatto capire quanto la gente si affezioni, cosa che a volte noi, facendo televisione, non ci rendiamo conto. È stato come chiudere un capitolo. Tanti mi hanno scritto: 'Noi siamo cresciuti con voi'. E capisco che se cambiate voi, cambia anche un pezzo della loro vita".
E adesso veniamo a Pier Silvio Berlusconi. Hai lanciato un appello in video: 'Pier Silvio, se ci sei, vengo'. C'è qualcosa che bolle in pentola?
"No, assolutamente. Era una battuta. Stavo parlando di Cronache Marziane, che ho fatto a Mediaset, quindi è chiaro che mi rivolgevo a chi oggi è a Mediaset. Ho detto la frase ridendo e poi ho anche aggiunto che c'era già un contratto. Ma magari ci fosse! Non c'è nessun contratto e non c'è nessun accordo".
Però, se Pier Silvio chiamasse, ti farebbe piacere?
"Fare Cronache Marziane? Sì, magari. Magari! Ma costa tanto, figurati. Anzi, non facciamo un altro appello, perché sennò veramente mi prendono di nuovo!".
Quindi nessun accordo con Mediaset, ma la porta è aperta.
"La porta è aperta, certo. Ma in questo momento non sto pensando a un programma televisivo preciso. Voglio dedicarmi alle cose che veramente mi piacciono. Sono in giro con 'Il brutto anatroccolo', uno spettacolo teatrale molto nuovo per me, con sei musicisti, un leggio e io che leggo questa fiaba modernizzata. Ne sono molto fiero. E voglio continuare con la radio. Poi, se arriva un lavoro interessante, ci penso. Se mi dicono di presentare la messa della domenica, magari mi affaccio anch'io".
Ora sei anche Cavaliere del Lavoro, nominato da Sergio Mattarella. Come l'hai vissuto?
Venti giorni fa è arrivata la lettera del Presidente della Repubblica e puoi immaginare l'emozione. Io Mattarella lo stimo moltissimo, è il mio superpresidente. Il fatto che abbia pensato anche solo una volta a me, che abbia detto il mio nome, per il mio impegno sui diritti, mi ha reso molto felice e orgoglioso".
Dopo 17 anni, insomma, sembra davvero un nuovo inizio.
"Sì. E il mio oroscopo del Leone, quest'anno, diceva proprio: grandi cambiamenti, devi dedicarti alle cose che veramente ti piacciono. Per una volta gli do retta".
Fact Check
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Verificato il: 27 agosto 2026