Enrica Bonaccorti, l’addio: Monsignor Staglianò legge il ricordo di Renato Zero
Funerali nella Chiesa degli Artisti a Roma: la lettera di Renato Zero e le parole di monsignor Staglianò per salutare Enrica Bonaccorti.
l mondo della televisione e dello spettacolo italiano si è riunito a Roma per l’ultimo saluto a Enrica Bonaccorti, autrice, conduttrice e scrittrice scomparsa il 12 marzo all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. Le esequie si sono svolte alle 15 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, in piazza del Popolo, la celebre “Chiesa degli Artisti”, luogo simbolico dove spesso vengono celebrati i funerali di figure importanti della cultura e dello spettacolo.
A celebrare il rito funebre è stato monsignor Antonio Staglianò, rettore della basilica. Accanto alla bara erano state sistemate alcune piante di limone e una corona di fiori con la dedica “Amica mia”, mentre la chiesa era gremita di amici, colleghi e persone arrivate da diverse parti d’Italia per rendere omaggio alla conduttrice.
Durante l’omelia, Staglianò ha letto un messaggio scritto da Renato Zero, grande amico di Bonaccorti, che non ha potuto partecipare alla cerimonia. Nel testo il cantante ha ricordato il legame che li univa: “Sei stata, quando serviva, sorella, amica e complice. Pur di non lasciarmi solo ci siamo inventati ogni giorno un mestiere diverso, arrivando persino a improvvisarti mia manager per farmi ottenere qualche scrittura”.
Il messaggio prosegue con parole cariche di affetto e nostalgia: “Il nostro è stato un percorso ricco e coinvolgente. Poi, all’improvviso, mi sono svegliato e tu non c’eri più. La tua risata, il tuo sorriso gentile, la tua ironia pungente: tutto è diventato silenzio e capisco che ora dovrò cavarmela da solo”.
Il cantante ha concluso con un pensiero intenso: “So che tornerai da me cento, mille, un miliardo di volte. Per questo continuerò a lasciare sempre quella porta aperta”.
Nel corso dell’omelia, Staglianò si è rivolto alla figlia di Bonaccorti e agli amici presenti ricordando loro che ora sono “gli eredi della bellezza che Enrica ha lasciato”.
Il sacerdote ha anche sottolineato la profondità della sua scrittura e della sua sensibilità artistica: “Enrica ha provato per tutta la vita a dare voce a ciò che non si vede. Oggi è lei a diventare invisibile ai nostri occhi, ma possiamo incontrarla nelle sue parole, nell’amore che ha seminato e nella bellezza che ha saputo donare”.
Infine un ricordo della sua capacità di raccontare l’animo umano: “Non ha mai nascosto le fragilità e le crepe della vita. Le ha trasformate in storie, in poesia, in qualcosa di profondamente umano”.