MODA

Elio Guido torna a Roma con “Eramnesia”: la couture calabrese sfila al Roma Fashion White

Lo stilista calabrese, classe 2001, presenterà giovedì 29 ottobre la nuova collezione nella Chiesa di San Paolo Entro le Mura. Al centro il rapporto tra identità, memoria e creatività sartoriale

A cura di Redazione
28 ottobre 2026 18:30
Elio Guido torna a Roma con “Eramnesia”: la couture calabrese sfila al Roma Fashion White - Foto Uff. Stampa Elio Guido 27.10.2026
Foto Uff. Stampa Elio Guido 27.10.2026
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Ritrovare sé stessi attraverso la creatività, riscoprendo il valore della memoria e della manualità artigianale. È questo il filo conduttore di “Eramnesia”, la nuova collezione dello stilista calabrese Elio Guido, atteso giovedì 29 ottobre alla diciannovesima edizione del Roma Fashion White. Per il terzo anno consecutivo, il giovane designer autodidatta, classe 2001, torna nella capitale per presentare il proprio universo creativo nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo Entro le Mura.

La nuova proposta supera i confini della couture sposa per diventare un racconto intimo sul rapporto tra identità, memoria e presente. Un percorso nato dall'esigenza di ritrovare una voce autentica in un settore dominato dalla velocità e dalle logiche della produzione, restituendo alla sartoria il ruolo di spazio di libertà espressiva, ricerca e riscoperta personale.

“Eramnesia”, il valore della memoria

Il nome della collezione racchiude una tensione tra ricordo e oblio, tra il passato che riaffiora e la malinconia che emerge quando il presente sembra non rispecchiare più pienamente la propria identità. Per Elio Guido, guardare indietro non significa rifugiarsi in un'epoca idealizzata, ma riconoscere la distanza tra la propria sensibilità e una realtà sempre più difficile da abitare.

Da questa riflessione nasce la necessità di recuperare una dimensione autentica, sottraendosi al rumore del presente per ritrovare il senso del proprio lavoro.

Il riferimento storico-artistico scelto dallo stilista è la camera oscura, dispositivo ottico utilizzato anche dai pittori vedutisti del Settecento per osservare e riprodurre la realtà attraverso immagini proiettate. Una tradizione alla quale sono legati artisti come Canaletto e Gaspar van Wittel, protagonisti di una ricerca pittorica fondata sull'osservazione del paesaggio urbano.

È proprio da questa suggestione che prende forma l'idea centrale della collezione: la sartoria come camera oscura personale, un luogo appartato nel quale osservare il mondo, rielaborarlo e trasformarlo in creazione.

Mentre il sistema della moda corre verso la produzione incessante e la ricerca di nuovi numeri, lo spazio creativo di Guido diventa il luogo in cui recuperare il valore del tempo, della manualità, dell'intuizione e persino dell'errore. Una visione che si confronta criticamente con i modelli produttivi contemporanei, riaffermando l'importanza della qualità e del lavoro artigianale.

Cristalli, perle e ricami: il bianco protagonista

I codici stilistici che contraddistinguono il lavoro di Elio Guido tornano nella nuova collezione con un'intensità ancora maggiore. Cristalli, perle, ricami preziosi e fiori sembrano emergere dalla materia, componendo un immaginario nel quale la sontuosità della tradizione incontra una sensibilità contemporanea.

Le trasparenze giocano sul rapporto tra ciò che viene svelato e ciò che rimane nascosto, mentre i volumi amplificano la presenza scenica degli abiti. Il bianco è il protagonista assoluto: una scelta che concentra l'attenzione sulle superfici, sulle lavorazioni e sulle architetture sartoriali.

Mantelle, coprispalle, capi componibili e abiti dalla costruzione elaborata definiscono una proposta ricca di dettagli, lontana dall'essenzialità del minimalismo. La donna immaginata dallo stilista è profondamente femminile, con silhouette che attraversano epoche differenti senza appartenere completamente a nessuna.

Non una semplice ripetizione di codici consolidati, dunque, ma una loro reinterpretazione consapevole, spinta verso nuove possibilità espressive.

Il ricordo della nonna nella nuova collezione

“Eramnesia” assume anche un significato personale e affettivo. Nei momenti in cui la creatività sembra esaurirsi o la pressione di dover produrre continuamente qualcosa di nuovo rischia di soffocare le intuizioni, la risposta può trovarsi nella propria storia e nei legami che hanno contribuito a formare la propria identità.

In questo percorso, un posto speciale è riservato al ricordo della nonna dello stilista, una presenza che continua ad accompagnarlo e che riaffiora nella collezione attraverso dettagli e suggestioni, senza diventare un riferimento esplicito.

«Sono davvero felice di tornare a Roma per il terzo anno consecutivo e di poter presentare “Eramnesia” in un contesto così importante. Questa collezione rappresenta per me un percorso molto personale. Ho sentito il bisogno di fermarmi, ascoltarmi e ripartire da ciò che più mi rappresenta, portando la mia identità sartoriale verso una nuova dimensione», dichiara Elio Guido.

«In questo percorso c'è anche il ricordo di mia nonna, una presenza che continua ad accompagnarmi e che riaffiora nella collezione attraverso dettagli e suggestioni, senza mai diventare un riferimento esplicito. Tornare nella capitale con un progetto così intimo è per me motivo di grande orgoglio: spero che ogni abito riesca a trasmettere un'emozione», aggiunge lo stilista.

Con “Eramnesia”, Elio Guido porta sulla passerella del Roma Fashion White una riflessione che unisce ricerca estetica e dimensione personale. Ritrovare sé stessi non significa estraniarsi dal proprio tempo, ma imparare a interpretarlo attraverso la propria sensibilità.

Giovedì 29 ottobre, la nuova collezione racconterà questa ricerca attraverso il linguaggio della couture, confermando il percorso creativo del giovane stilista calabrese e la sua capacità di trasformare inquietudini, ricordi e identità in bellezza sartoriale.

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