Dopo "Harry" arriva il Ciclone "Ulrike": che cos'è

Previste forti piogge, venti fino a 140 km/h e mareggiate lungo le coste tirreniche

A cura di Redazione
12 febbraio 2026 08:36
Dopo "Harry" arriva il Ciclone "Ulrike": che cos'è -
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La Sicilia e la Calabria si preparano a nuovi disagi meteorologici dopo il passaggio del ciclone Harry. La Protezione Civile ha diramato l’allerta arancione su tutto il versante tirrenico, mentre sul resto della regione il livello di attenzione resta giallo. Il Sud Italia è pronto ad affrontare il nuovo ciclone Ulrike. Il nome Ulrike ha origine germanica ed è prevalentemente utilizzato nei paesi di lingua tedesca. Deriva dagli elementi "uodal", che significa "ereditarietà" o "ricchezza", e "ric", che significa "sovrano" o "potere".

A partire da oggi giovedì 12 febbraio, sono previsti venti molto forti, mareggiate con onde fino a sette metri e piogge intense, che interesseranno in particolare le zone costiere. Il terreno, già saturo dalle piogge dei giorni scorsi, aumenta il rischio di allagamenti e frane, soprattutto nei centri urbani e nelle aree più vulnerabili dal punto di vista idrogeologico.

Raffiche fino a 100 km/h interesseranno la fascia tirrenica, mentre nelle aree interne e ioniche, in particolare tra Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, si potranno registrare venti fino a 130-140 km/h. Il peggioramento è previsto già dalla notte tra giovedì e venerdì.

Le mareggiate potrebbero creare problemi alla viabilità costiera e alle attività portuali. Per precauzione, diversi sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole. Sotto stretta osservazione anche la rete ferroviaria, sia sulla jonica sia sulla tirrenica, che corre per lunghi tratti vicino al mare.

Domenico Costarella, dirigente generale della Protezione Civile regionale, ha richiamato la massima attenzione: «Su terreni già saturi aumentano i rischi di smottamenti e fenomeni franosi, soprattutto lungo le strade interne e nei centri urbani più esposti». La Regione invita la popolazione a seguire gli aggiornamenti e a limitare gli spostamenti nelle zone più a rischio.

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