Dissesto idrogeologico e difesa del suolo, presentato a Roma il volume di Nazario Palmieri
L’opera di Nazario Palmieri, realizzata con Francesco Vincenzi e Massimo Gargano, richiama l’attenzione sulla tutela del territorio e sulla gestione delle risorse idriche
È stato presentato nella sede nazionale dell’ANBI, a Roma, il volume “Dissesto idrogeologico e difesa del suolo”, scritto da Nazario Palmieri in collaborazione con Francesco Vincenzi, presidente dell’ANBI, e Massimo Gargano, direttore generale dell’associazione.
L’opera affronta il tema della tutela del territorio e della gestione delle risorse idriche, richiamando l’attenzione sulla necessità di adottare strategie concrete per contrastare il dissesto idrogeologico e prevenire le conseguenze degli eventi naturali estremi.
Nel corso della presentazione, Massimo Gargano ha sottolineato l’importanza di una gestione equa e sostenibile dell’acqua, evidenziando i rischi legati alla crescente competizione per l'accesso alle risorse idriche, anche in relazione allo sviluppo dei data center e alle loro esigenze di approvvigionamento.
«Una risorsa di tutti come l’acqua non può essere governata da pochi e il rischio è che siano i data center i nuovi padroni delle risorse idriche», ha dichiarato il direttore generale dell’ANBI.
Gargano ha inoltre richiamato l’attenzione sul modello di sviluppo che ha caratterizzato il Paese, evidenziando come il consumo di suolo e una diffusa cultura del cemento abbiano contribuito ad aggravare le criticità del territorio. A questo scenario si aggiungono i danni provocati dagli eventi naturali: nel quinquennio 2020-2025, secondo i dati citati durante l'incontro, l'Italia ha registrato perdite per 300 miliardi di euro, il valore più alto in Europa.
Da qui la necessità di investire in prevenzione, manutenzione e infrastrutture, superando una gestione delle emergenze basata prevalentemente sugli interventi successivi agli eventi calamitosi. La difesa del suolo richiede infatti una programmazione costante e una strategia di lungo periodo, capace di coinvolgere istituzioni e territori.
La presentazione del volume, la cui prefazione è firmata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si inserisce in un più ampio dibattito sulla necessità di sviluppare una nuova cultura della tutela ambientale e della gestione dell’acqua.
Un approccio fondato sulla consapevolezza che la prevenzione del dissesto idrogeologico, la salvaguardia delle risorse naturali e la manutenzione del territorio rappresentano elementi essenziali per la sicurezza e il futuro del Paese.