Delitto Bongiorni, indagine chiusa: un minore indagato per omicidio volontario

(Adnkronos) - E' stata conclusa l'indagine della Procura dei minorenni di Genova sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne massese morto dopo la violenta rissa scoppiata nella notte dell’11 aprile scorso in piazza Palma, nel centro storico di

A cura di Redazione
23 agosto 2026 19:23
Delitto Bongiorni, indagine chiusa: un minore indagato per omicidio volontario -
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(Adnkronos) - E' stata conclusa l'indagine della Procura dei minorenni di Genova sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne massese morto dopo la violenta rissa scoppiata nella notte dell’11 aprile scorso in piazza Palma, nel centro storico di Massa. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, datato 3 agosto, riguarda tre ragazzi che all’epoca dei fatti erano minorenni. Un passaggio che completa il quadro delle indagini condotte dalle due Procure competenti, quella ordinaria di Massa per i maggiorenni e quella minorile di Genova per i ragazzi sotto i 18 anni. 

Ed è proprio dal documento della Procura dei minorenni che emergono alcuni elementi nuovi rispetto alla ricostruzione precedente. In particolare, la contestazione dell’omicidio volontario non riguarda più tutti e tre i minorenni. Per uno soltanto - il giovane ex pugile finito in carcere - resta infatti l’accusa di aver cagionato la morte di Bongiorni in concorso con il maggiorenne Eduard Alin Carutasu, per il quale procede la Procura ordinaria di Massa. Gli altri due ragazzi, difesi dall’avvocato Alessandro Maneschi, sono invece chiamati a rispondere solo della partecipazione alla rissa e delle lesioni provocate al cognato della vittima, Gabriele Tognocchi. È caduta per loro l’ipotesi di reato più grave. La notizia è riportata da "Il Tirreno". 

La Procura ricostruisce anche con maggiore dettaglio la dinamica attribuita al minorenne indagato per omicidio. Secondo la contestazione, in piazza Palma, dopo una discussione con Bongiorni, il 17enne (difeso dall’avvocato Nicola Forcina) lo avrebbe colpito con un primo pugno alla mandibola, provocandone l’immediata perdita di coscienza e la caduta a terra. Successivamente, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, lo avrebbe colpito nuovamente con due pugni diretti al volto mentre Bongiorni si trovava al suolo. Uno dei maggiorenni, Edward Alin Carutasu, a sua volta, gli avrebbe sferrato un violento calcio al volto. 

Per la Procura dei minorenni, i colpi, «con quelli inferiti in rapida successione», avrebbero provocato la morte di Bongiorni, che sarebbe derivata da un «collasso cardio-respiratorio conseguente a massiva emorragia subaracnoidea secondaria a politrauma cranio-facciale». È questa la ricostruzione contenuta nell’avviso di conclusione delle indagini, che attribuisce quindi al minorenne e al maggiorenne una responsabilità concorsuale nell’evento mortale. Per tutti e tre i minorenni rimane invece la contestazione di rissa. La Procura contesta che abbiano partecipato, insieme a Miron e Carutasu, alla colluttazione nella quale si fronteggiavano Bongiorni e Tognocchi. Quest’ultimo, nel corso della rissa, avrebbe riportato lesioni al volto. Anche in questo caso la Procura descrive una specifica ipotesi accusatoria: i tre minorenni, insieme ai due maggiorenni, avrebbero colpito Tognocchi con pugni e calci, provocandogli una «frattura di piatto tibiale destro, trauma cranico con minima quota di emorragia subaracnoidea», con una malattia giudicata guaribile in 30 giorni. Per tutti i reati contestati compare inoltre l’aggravante prevista dall’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, legata alla commissione del fatto in presenza di minori, il figlio della vittima e un altro giovanissimo. 

La chiusura delle indagini minorili permette quindi di definire meglio anche la posizione dei tre ragazzi. Rispetto a quanto era emerso nella fase precedente, quando si parlava di tre minorenni coinvolti nell’accusa di omicidio volontario e rissa aggravata, l’atto della Procura di Genova distingue ora nettamente le singole contestazioni: l’accusa di omicidio volontario in concorso con Carutasu è formalmente rivolta soltanto a uno dei tre; per gli altri due restano le accuse relative alla rissa e alle lesioni ai danni di Tognocchi. Si tratta, naturalmente, di contestazioni contenute nell’avviso di conclusione delle indagini e non di responsabilità accertate. L’avviso segna ora l’apertura della fase successiva del procedimento. I tre indagati hanno venti giorni per esercitare le facoltà previste dalla legge: possono presentare memorie, produrre documenti, chiedere al pubblico ministero il compimento di ulteriori atti di indagine, oltre a presentarsi per rendere dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio. La Procura potrà quindi valutare le determinazioni da assumere all’esito di questa fase. 

La chiusura delle indagini della Procura dei minorenni di Genova arriva dopo quella già disposta dalla Procura di Massa per i maggiorenni coinvolti nella vicenda che, nel frattempo, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due ragazzi, Caratasu e Jonut Alexandru Miron. L’udienza preliminare si terrà il 24 settembre. 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 agosto 2026

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