Daspo “fuori contesto” per tre ultras della Reggina: divieto di stadio per cinque anni

I provvedimenti della Questura di Reggio Calabria scattano nell'ambito dell'attività di prevenzione contro la violenza negli stadi e sono collegati a un'inchiesta della Dda. Previsto anche l'obbligo di presentazione durante le gare

A cura di Redazione
25 luglio 2026 13:13
Daspo “fuori contesto” per tre ultras della Reggina: divieto di stadio per cinque anni - Foto: Redazione
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La Questura di Reggio Calabria ha emesso tre provvedimenti di Daspo “fuori contesto” nei confronti di altrettanti appartenenti al tifo organizzato della Reggina, vietando loro l'accesso a tutte le manifestazioni sportive per i prossimi cinque anni. Per l'intera durata della misura, i destinatari dovranno inoltre presentarsi negli uffici della Questura durante lo svolgimento delle partite della formazione amaranto, come disposto dall'Autorità giudiziaria.

Il provvedimento rientra nell'attività di prevenzione finalizzata a contrastare episodi di violenza legati al mondo del calcio e trae origine dagli sviluppi di un'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Lo scorso mese di maggio, i tre tifosi avevano ricevuto dalla Digos l'avviso di conclusione delle indagini preliminari e l'informazione di garanzia.

Secondo quanto contestato dagli investigatori, gli indagati – allo stato del procedimento e nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva – dovranno rispondere delle ipotesi di associazione per delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti della precedente dirigenza della A.S. Reggina 1914. Tra le aggravanti contestate figura anche quella di aver agito in relazione alle manifestazioni sportive o agli spostamenti dei tifosi.

L'adozione dei Daspo è stata proposta dalla Divisione Polizia Anticrimine in applicazione della Legge 401 del 1989, che disciplina le misure di prevenzione negli eventi sportivi. La normativa consente infatti di applicare il cosiddetto Daspo "fuori contesto" anche nei confronti di soggetti che non abbiano commesso episodi di violenza direttamente all'interno o nelle immediate vicinanze degli impianti sportivi, ma che risultino denunciati o condannati, anche con sentenze non definitive, per reati considerati indicativi di una particolare pericolosità sociale.

L'obiettivo della misura è quello di impedire l'accesso agli stadi e agli altri impianti sportivi a persone ritenute potenzialmente pericolose, contribuendo così a tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza durante le manifestazioni sportive.

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