Conferenza delle Regioni: "SPID, subito un registro unico nazionale"
“Siamo disponibili a un confronto con il Dipartimento della Trasformazione digitale e con l’Agenzia per l’Italia Digitale (agID) per realizzare il registro unico e ogni altra iniziativa a tutela dei cittadini”
Occorre attivare il registro unico nazionale delle identità SPID e inserire un nuovo servizio all’interno di ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, per dare maggiore trasparenza nella gestione delle identità digitali a tutela dei cittadini e con garanzie sul trattamento dei dati personali. Servono anche nuovi strumenti che permettano ai cittadini di conoscere in ogni momento quali Identity Provider gestiscono loro identità digitali e, perché no, un piano di rafforzamento delle attività di sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione ai contesti di maggiore fragilità digitale.
Queste le raccomandazioni che arrivano dalla Conferenza delle Regioni che, in un position paper approvato oggi, interviene sul fenomeno delle frodi informatiche sempre più diffuse, a partire da quella del cosiddetto “doppio SPID”, che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione, come gli anziani.
“Siamo disponibili a un confronto con il Dipartimento della Trasformazione digitale e con l’Agenzia per l’Italia Digitale (agID) per realizzare il registro unico e ogni altra iniziativa a tutela dei cittadini”, dichiaraTommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria e coordinatore della Commissione Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni. “Sappiamo che uno dei problemi più frequenti è legato alla frammentazione del sistema SPID: ogni utente può attivare più identità presso diversi Identity Provider, ma non esiste a oggi un registro unico nazionale in grado di fornire un quadro completo delle identità digitali associate a ciascun cittadino. Allo stesso modo, i cittadini non hanno la possibilità di conoscere l’elenco dei gestori che le detengono”.
“Nel percorso di adozione dell’EU Digital Identity Wallet – chiarisce – questo tema sta assumendo ruolo sempre più centrale nel funzionamento della Pubblica amministrazione e impone di dotarci di contromisure concrete. È una necessità che va di pari passo con l’esigenza di mantenere aperti i Punti Digitale Facile, il cui supporto ai cittadini nella creazione e gestione dello SPID, ma non solo, è stato fondamentale per aumentare l’alfabetizzazione digitale del Paese. Anche sotto questo profilo – conclude Bori – siamo aperti alle dovute interlocuzioni con il Governo al fine di conservare le competenze acquisite in questi anni dai facilitatori e ridurre il ritardo del paese sul fronte delle competenze digitali.”