Concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia, le opportunità dell’autunno e come prepararsi

(Adnkronos) - L’autunno si preannuncia ricco di occasioni per i giovani che stanno valutando una carriera nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia. Nei prossimi mesi sono infatti attese nuove opportunità di reclutamento, rivolte a candidati con

A cura di Redazione
28 settembre 2026 14:30
Concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia, le opportunità dell’autunno e come prepararsi -
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(Adnkronos) - L’autunno si preannuncia ricco di occasioni per i giovani che stanno valutando una carriera nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia. Nei prossimi mesi sono infatti attese nuove opportunità di reclutamento, rivolte a candidati con requisiti e livelli di istruzione differenti: dai volontari in ferma iniziale (vfi) di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare, fino agli allievi finanzieri. A dicembre, invece, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sui concorsi per le Accademie, che consentono di intraprendere il percorso per diventare Ufficiale di Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri. Si tratta di opportunità che continuano ad attirare migliaia di candidati e che, accanto alla prospettiva di una carriera stabile, richiedono però una preparazione molto articolata. Lo confermano anche i dati del recente concorso rivolto a 4.400 allievi agenti della Polizia di Stato, per il quale sono state presentate oltre 30mila domande. Alla prima prova si sono presentati circa 20mila candidati e più di 12mila non hanno raggiunto la sufficienza, venendo esclusi già nella fase iniziale.

“Pensare che ci siano molti posti disponibili e che quindi valga semplicemente la pena ‘provare’ è un errore. La selezione è molto accurata, comincia dal primo quiz e prosegue con prove fisiche, accertamenti sanitari e valutazioni psicoattitudinali: ogni fase può diventare decisiva”, dice all'Adnkronos/Labitalia Loredana Siracusano, co-founder del Centro Studi Lambda ed esperta di concorsi pubblici.

In linea generale, per i vfi sono previsti cittadinanza italiana, dai 18 ai 24 anni non compiuti e almeno il diploma di scuola secondaria di primo grado; per gli allievi finanzieri è generalmente richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado e un’età compresa tra 18 e 24 anni non compiuti, mentre, per l’accesso alle Accademie è normalmente necessario il diploma di scuola secondaria di secondo grado, anche conseguibile nell’anno indicato dal bando e un’età compresa tra i 17 e i 22 anni non compiuti.

“Non esiste un requisito standard valido per tutti i concorsi. Per questo il bando ufficiale deve essere considerato l’unica fonte definitiva. Per chi sta valutando queste opportunità, dunque, il primo passo non è soltanto individuare il concorso al quale partecipare, ma verificare di possedere i requisiti e comprendere fin dall’inizio l’intero percorso selettivo”, sottolinea Siracusano.

La trasformazione tecnologica sta aumentando la necessità di competenze specialistiche in settori come cybersecurity, informatica, telecomunicazioni, intelligence, gestione dei dati e sistemi tecnologici, oltre agli ambiti della logistica, della manutenzione, della sanità e dell’amministrazione. “Le Forze Armate hanno sempre più bisogno di giovani capaci di lavorare con tecnologie avanzate. Possedere una preparazione tecnico-scientifica o digitale può rappresentare, quindi, un valore aggiunto nel costruire il proprio percorso professionale”, sottolinea Siracusano.

Il percorso cambia a seconda del concorso, ma generalmente può comprendere prove scritte a quiz, prove di efficienza fisica, accertamenti sanitari, test psicoattitudinali e colloqui, oltre a eventuali prove orali, scritte o specialistiche. Tutti questi elementi sono fondamentali, “non è sufficiente prepararsi bene per una singola prova, come ad esempio quella scritta, tralasciando il resto. Un candidato può ottenere un ottimo punteggio nei quiz e superare le prove fisiche, ma essere successivamente escluso per un requisito sanitario, una documentazione non corretta o una valutazione attitudinale negativa”. Particolare attenzione merita proprio l’area psicoattitudinale, spesso sottovalutata dai candidati.

“Per arrivare preparati ai colloqui è utile esercitarsi a raccontare il proprio percorso, motivazioni, punti di forza e aree di miglioramento, imparando però a rispondere in modo spontaneo e coerente, senza cercare di fornire la ‘risposta giusta’”, chiarisce. Secondo l’esperta è consigliabile iniziare la preparazione con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla prova, soprattutto per chi deve conciliare lo studio con scuola o lavoro. Per concorsi particolarmente articolati, come quelli per ufficiali e sottufficiali, può essere necessario iniziare ancora prima. La preparazione dovrebbe partire da tre elementi: tempo a disposizione, caratteristiche del concorso e livello di partenza del candidato. Da qui è possibile costruire un programma che integri studio teorico, simulazioni, allenamento fisico e preparazione alle prove psicoattitudinali.

“Studiare tanto non significa necessariamente essere pronti. Una preparazione competitiva deve essere misurabile: bisogna fare simulazioni, analizzare gli errori, monitorare tempi e punteggi e correggere il programma quando i risultati non migliorano. Lo stesso principio vale per la preparazione fisica e per le prove attitudinali”, aggiunge Siracusano.

1) Concentrare lo studio nelle poche settimane precedenti alla prova rende difficile colmare eventuali lacune e preparare adeguatamente tutte le fasi della selezione.

2) Preparare soltanto i quiz. La prova scritta è solo uno degli step: allenamento fisico, documentazione sanitaria, test psicoattitudinali e colloqui possono essere altrettanto determinanti.

3) Non verificare i propri progressi. Senza simulazioni e analisi degli errori è difficile capire se la preparazione sta realmente portando verso un livello competitivo.

“La strategia più efficace - suggerisce - è monitorare i portali istituzionali, verificare i requisiti e conoscere le diverse fasi della selezione. Una preparazione anticipata permette di arrivare alla pubblicazione del bando con un vantaggio concreto: avere già iniziato a lavorare sulle competenze necessarie per affrontare la selezione”.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 28 settembre 2026

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