Cinghiali in Calabria, abbattimenti in aumento del 19,4%. Coldiretti chiede nuovi interventi
Nel 2025 eliminati 39.211 esemplari. L'organizzazione sollecita un nuovo bando regionale per finanziare le gabbie di cattura e rafforzare la tutela delle aziende agricole e dei cittadini
La gestione della fauna selvatica in Calabria richiede ulteriori interventi per tutelare le aziende agricole, salvaguardare le produzioni e garantire una maggiore sicurezza ai cittadini. A rilanciare il tema è Coldiretti Calabria, che evidenzia i risultati raggiunti con il Piano straordinario di contenimento dei cinghiali, ma sottolinea la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e controllo sul territorio.
I dati relativi agli abbattimenti mostrano un incremento del 19,4% rispetto al 2023. Si è passati, infatti, dai 32.853 capi registrati in quell'anno ai 39.211 del 2025. Un aumento che, secondo l'organizzazione agricola, rappresenta un primo risultato nell'attuazione delle strategie regionali per contrastare la proliferazione degli ungulati.
Un altro intervento riguarda la prevenzione dei danni alle coltivazioni. Il bando regionale dedicato alla difesa attiva delle produzioni ha consentito di finanziare l'installazione di recinzioni a protezione delle aziende agricole, offrendo un sostegno concreto agli operatori del settore.
Coldiretti Calabria chiede ora alla Regione di predisporre un nuovo avviso pubblico per finanziare l'acquisto e l'installazione di gabbie di cattura, coinvolgendo direttamente gli agricoltori nelle attività di gestione e contenimento della fauna selvatica. Una misura ritenuta necessaria per rendere più efficace il controllo degli animali e limitare le conseguenze sulle attività produttive.
L'organizzazione sollecita inoltre un rafforzamento degli interventi nelle zone periurbane, nelle aree protette e nei territori a forte vocazione agricola. L'obiettivo è ridurre i danni alle colture, proteggere il lavoro delle imprese e prevenire situazioni di rischio per la popolazione.
Per Coldiretti Calabria, i progressi registrati rappresentano un punto di partenza, ma occorre proseguire con azioni strutturali e risorse adeguate. La gestione della fauna selvatica, conclude l'organizzazione, non può essere affrontata soltanto attraverso interventi occasionali, ma richiede una strategia continuativa che coinvolga istituzioni, agricoltori e territori.