Ciclone Harry, Musumeci in Sicilia: “Proporrò stato di emergenza”, 800 milioni di euro di danni"

È la stima provvisoria nella Regione. Il ministro della Protezione civile in sopralluogo a Santa Teresa di Riva, uno dei centri più colpiti dal maltempo

A cura di Redazione
22 gennaio 2026 17:44
Ciclone Harry, Musumeci in Sicilia: “Proporrò stato di emergenza”, 800 milioni di euro di danni" - Fonte: Dire.it
Fonte: Dire.it
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“Stiamo seguendo quello che il Codice di protezione civile ci obbliga di fare. Bisogna intanto procedere, ora che è tornata una relativa calma, alla conta dei danni e questo è un compito dei comuni che dovranno relazionare alle rispettive regioni (parlo naturalmente di Sicilia, Calabria e Sardegna) e la Regione, oltre a dichiarare lo stato di emergenza regionale, formalizza la richiesta dello Stato di emergenza nazionale”. Così il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, nel corso di un sopralluogo a Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina, uno dei centri siciliani più colpiti dal ciclone Harry.

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AL CDM DELLA PROSSIMA SETTIMANA LA RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA

Musumeci è accompagnato dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano. “Riuniremo il Consiglio dei ministri la prossima settimana, dopo una sommaria istruzione da parte del dipartimento di protezione civile, e io proporrò e relazionerò al Cdm la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi e quindi rimuovere detriti o ostacoli, ripristinare la viabilità la funzionalità dei servizi essenziali – ha aggiunto Musumeci -. Se i danni alle infrastrutture sono relativi possono operare direttamente gli enti locali. Se si tratta di ricostruzione vera e propria allora bisognerà chiudere la fase di emergenza e aprire lo stato di ricostruzione, come prevede la legge 40 proprio sul Codice della ricostruzione”.

“NON È E NON SARÀ UN PROBLEMA DI RISORSE”

“È ancora presto per fare una quantificazione seria dei danni. Teniamo conto che non è soltanto la riviera della Sicilia orientale ad essere stata colpita: ci sono e si segnalano danni anche nell’entroterra. Bisogna essere per ora prudenti. Non è e non sarà un problema di risorse”. Così il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, parlando con i cronisti a Santa Teresa di Riva (Messina), uno dei comuni siciliani maggiormente colpiti dal ciclone Harry.
“I sindaci potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza – ha continuato – tutto il resto sarà valutato. Nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari dipartimenti per fare il punto e concordare con i presidenti di Regione qual è la procedura più celere che può consentire un ripristino di ambienti sui quali riposa buona parte dell’economia estiva dei nostri territori”.
“Prima si ripristina è meglio è- ha concluso Musumeci – ma l’interlocutore in questa fase principale rimane il governo della Regione anche se il Dipartimento nazionale e il governo nazionale, come abbiamo dimostrato in altri casi, è sempre presente, secondo il principio di sussidiarietà, per sostenere gli enti che avranno necessità di essere accompagnati in una procedura che non può che essere celere ma anche trasparente per ovvie ragioni che non ho bisogno di sottolineare”.

COCINA COMMISSARIO PER L’EMERGENZA IN SICILIA; DANNI: LA STIMA PROVVISORIA È DI 741 MILIONI DI EURO

Il dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, è stato nominato dalla giunta regionale commissario straordinario per l’emergenza relativa al ciclone Harry che ha colpito l’Isola. Stando al primo censimento effettuato proprio dalla Protezione civile regionale, la stima provvisoria dei danni ammonta a 741 milioni di euro. Le province più colpite sono: Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro) e Siracusa (159,8 milioni di euro).

Esclusi da questa quantificazione i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari, causati dalla sospensione delle stesse per il tempo necessario al ripristino delle strutture, e i danni al settore agricolo la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato dell’Agricoltura. È stata inoltre richiesta anche una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane.
“Con la preparazione preventiva all’emergenza – ha detto Cocina in conferenza stampa con il governatore Renato Schifani – abbiamo richiamato tutti i soggetti coinvolti alle loro responsabilità. Abbiamo spiegato che dovevano prepararsi ad affrontare uno scenario severo in cui a preoccuparci non erano soltanto le piogge, ma soprattutto i forti venti e le mareggiate. Sono state emesse centinaia di ordinanze sindacali. E il sistema di Protezione civile ha retto bene”.

Fonte: Dire.it

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