Ciclone Harry, il Parlamento europeo approva quasi 75 milioni per le regioni colpite

Nesci (FdI-ECR): «Risorse fondamentali, ora interventi rapidi per i territori»

A cura di Redazione
22 ottobre 2026 00:15
Ciclone Harry, il Parlamento europeo approva quasi 75 milioni per le regioni colpite - Foto: Redazione
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Il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per sostenere i territori colpiti dal ciclone Harry, che nel gennaio scorso ha provocato ingenti danni in Calabria, Sicilia e Sardegna. Il provvedimento, approvato con 651 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni, prevede per l'Italia uno stanziamento di 74.884.983 euro, destinato a contribuire agli interventi di emergenza e ripristino nelle tre regioni.

«È un risultato importante per le comunità - spiega Nesci - duramente colpite dal ciclone Harry e un segnale concreto di attenzione dell'Europa verso i nostri territori. Parliamo di risorse fondamentali per sostenere il recupero delle infrastrutture danneggiate e il ritorno alla normalità di tante realtà che hanno pagato un prezzo altissimo in termini economici e sociali».

Il contributo italiano rientra in un pacchetto complessivo di circa 489 milioni di euro, che comprende anche gli interventi a favore di Malta, Portogallo e Spagna, interessati da eventi meteorologici estremi nei primi mesi del 2026. Il Fondo di solidarietà europeo sostiene le operazioni di emergenza e recupero, tra cui il ripristino delle infrastrutture essenziali e gli interventi di messa in sicurezza dei territori: «Il voto di oggi rappresenta un passaggio significativo, ma adesso la priorità deve essere quella di trasformare queste risorse in interventi tempestivi ed efficaci. I Comuni e gli amministratori locali, soprattutto nelle realtà più piccole, devono essere messi nelle condizioni di affrontare le conseguenze dell'emergenza senza essere ostacolati da procedure eccessivamente complesse. È necessario assicurare rapidità, coordinamento istituzionale e attenzione alle esigenze delle comunità e del tessuto produttivo».

«Quanto accaduto con il ciclone Harry - conclude Nesci - conferma inoltre la necessità di investire con continuità nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella sicurezza delle infrastrutture e nella capacità di risposta dei territori agli eventi estremi. La politica di coesione europea deve contribuire anche a questo obiettivo: proteggere le comunità, ridurre le vulnerabilità e garantire prospettive di sviluppo, a partire dal Mezzogiorno».

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