Catanzaro, Scoppa “La crisi del commercio non si risolve con tavoli e canoni calmierati”

Così Sandro Scoppa, presidente Confedilizia Catanzaro e Calabria

A cura di Redazione
14 marzo 2026 10:41
Catanzaro, Scoppa “La crisi del commercio non si risolve con tavoli e canoni calmierati” -
Condividi

CATANZARO (ITALPRESS) – “A Catanzaro il problema dei negozi vuoti e della progressiva desertificazione commerciale è ormai sotto gli occhi di tutti. Nel tentativo di affrontare la questione, l’amministrazione comunale ha convocato un tavolo con alcune organizzazioni di proprietari immobiliari e di inquilini commerciali per discutere di un possibile accordo territoriale che favorisca canoni agevolati per le attività economiche nel centro cittadino, in particolare lungo Corso Mazzini. L’iniziativa, presentata come un tentativo di rilanciare il commercio urbano, si fonda sull’idea, davvero singolare, che la riduzione dei canoni possa incentivare nuove aperture. Tuttavia proprio questa premessa rivela il limite principale dell’intervento: la convinzione che la crisi del commercio dipenda principalmente dal livello degli affitti”. Così Sandro Scoppa, presidente Confedilizia Catanzaro e Calabria, per il quale “è una lettura semplicistica che ignora cause ben più profonde. La desertificazione commerciale è il risultato di trasformazioni economiche e sociali molto più ampie: cambiamenti nelle abitudini di consumo, espansione del commercio elettronico, spostamento dei flussi verso i centri commerciali, riduzione della popolazione nei centri storici, carico fiscale e burocratico sulle imprese”.

“In questo contesto, immaginare che il problema possa essere risolto intervenendo sui canoni rischia di essere un’illusione. Non a caso, all’incontro convocato dal Comune non ha partecipato Confedilizia Catanzaro, che pure rappresenta storicamente e in modo significativo la proprietà immobiliare sia a livello nazionale sia sul territorio. L’associazione ha infatti declinato l’invito, scelta che appare tutt’altro che marginale se si considera il ruolo che essa svolge da decenni nella rappresentanza dei proprietari. La distanza – spiega Scopa – nasce anche da un equivoco di fondo. Si parla di ‘agevolazioni fiscali’ che il Comune potrebbe concedere per favorire canoni più bassi. In realtà tali strumenti non esistono o sono estremamente limitati. I margini di intervento fiscale dei Comuni sono infatti molto ristretti e non consentono politiche realmente incisive sugli affitti commerciali. Ma il problema è ancora più profondo. Anche se tali strumenti esistessero, non sarebbe comunque questo il modo più efficace per affrontare la desertificazione urbana. Il ruolo che un Comune può davvero svolgere è un altro, e riguarda principalmente le politiche urbanistiche ed edilizie. Quando invece la politica tenta di intervenire direttamente sui prezzi o di costruire accordi per orientare il mercato, spesso finisce per scoraggiare proprio quei proprietari e quegli imprenditori che dovrebbero essere i protagonisti della rinascita urbana”, conclude Scoppa.

– Foto Ufficio stampa Confedilizia Calabria –

(ITALPRESS)

Segui NotiziaOk