Catanzaro, il primo Pride fa la storia: «Da sabato nessuno è più solo» davvero
Un lungo abbraccio arcobaleno ha attraversato il quartiere marinaro tra musica, diritti, inclusione e una partecipazione che ha superato ogni attesa
Catanzaro - Un lungo abbraccio arcobaleno ha attraversato sabato il quartiere marinaro di Catanzaro, trasformando il lungomare in uno spazio di libertà, ascolto e condivisione. Il primo Catanzaro Pride entra nella storia della città con una partecipazione ampia e trasversale, capace di riunire generazioni, sensibilità ed esperienze differenti nel segno dell’inclusione e del rispetto.
Migliaia di persone hanno percorso le strade del quartiere tra musica, bandiere, sorrisi e cartelli, dando vita a una manifestazione che ha superato le aspettative degli organizzatori. Una festa, ma anche un momento di rivendicazione e riflessione, nel quale tante persone hanno potuto raccontare le proprie esperienze e sentirsi parte di uno spazio pubblico condiviso.
A esprimere la soddisfazione degli organizzatori è Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEQuA e portavoce del Catanzaro Pride, che parla di una giornata destinata a lasciare un segno profondo.
«Abbiamo fatto la storia di Catanzaro e della Calabria. Non è una frase celebrativa, ma la consapevolezza di aver costruito qualcosa che prima non c’era e che da sabato appartiene all’intera città. Catanzaro ha accolto il suo primo Pride con una partecipazione straordinaria, composta, festosa e trasversale. Abbiamo visto famiglie, giovani, associazioni, persone di ogni età camminare insieme, senza paura e senza pregiudizi».
Il corteo è partito da piazza Anita Garibaldi, attraversando corso di Marina, via Murano e il lungomare Stefano Pugliese, fino all’arrivo nell’ex area Teti. Tre carri e il Trenino delle Famiglie Arcobaleno hanno accompagnato la parata, mentre lungo il percorso si sono alternati momenti musicali, testimonianze e occasioni di ascolto.
«Quello che abbiamo vissuto non è stato soltanto un corteo – prosegue Carpanzano –. È stata una grande esperienza collettiva, nella quale la festa e la rivendicazione hanno saputo camminare insieme. Dietro ogni bandiera c’erano persone, famiglie, affetti, storie e vite che chiedono semplicemente di essere riconosciute e rispettate».
Proprio le testimonianze hanno rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata. Storie personali, esperienze di esclusione, ma anche parole di orgoglio e speranza hanno ricordato quanto sia ancora necessario costruire luoghi nei quali ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa.
«Essere qui significa dimostrare che esistiamo, che siamo sempre esistiti e che non vogliamo chiedere il permesso di esistere», è stato ribadito durante la manifestazione. Parole accompagnate da un lungo applauso e diventate uno dei messaggi centrali della prima edizione del Pride catanzarese.
Per Carpanzano, il successo dell’evento rappresenta il risultato di un percorso lungo, portato avanti nonostante difficoltà e ostacoli, con l'obiettivo di regalare anche al capoluogo calabrese una manifestazione dedicata ai diritti della comunità LGBTQIA+.
«Abbiamo lavorato con responsabilità, determinazione e spirito di dialogo, convinti che il Catanzaro Pride rappresentasse un momento fondamentale di partecipazione, visibilità e rivendicazione dei diritti. La risposta arrivata sabato ci ripaga di ogni fatica e ci conferma che avevamo ragione a non arrenderci».
A rendere possibile la manifestazione è stata una rete costruita nel tempo attraverso il percorso Road to Pride, coinvolgendo associazioni, organizzazioni sindacali, partiti, movimenti, realtà culturali e sociali, famiglie e cittadini.
«Fin dall’inizio abbiamo voluto costruire un Pride aperto, inclusivo e capace di parlare a tutta la città – sottolinea il portavoce –. Non una manifestazione chiusa in sé stessa, ma un invito all’incontro. La partecipazione di tante realtà differenti dimostra che sui diritti è possibile creare alleanze e superare distanze culturali, politiche e generazionali».
Accanto alla comunità LGBTQIA+ hanno sfilato famiglie, giovani, rappresentanti delle associazioni, esponenti del mondo politico e istituzionale e numerosi cittadini. Anche l’Amministrazione comunale ha accompagnato il percorso con la presenza di rappresentanti della Giunta e del Consiglio.
«La presenza delle istituzioni, delle associazioni e delle organizzazioni sociali è stata importante – evidenzia Carpanzano – perché i diritti non possono essere considerati un tema riservato a una minoranza. Riguardano la qualità democratica della società nella quale viviamo».
Nell’ex area Teti si sono poi svolti gli interventi politici e di rivendicazione, resi accessibili anche alla comunità sorda grazie alla presenza di un interprete LIS. La serata è quindi proseguita con musica e spettacolo, con BigMama, Karma B, Antheal, Dasko, Chicco Colella, House delle Dreamgirlz, Vera Dragone, Gioman, Killacat, Eman e Simonetta Musitano, prima della conclusione affidata ai dj set.
«Abbiamo riempito le strade di colori, orgoglio, libertà e speranza – afferma ancora Carpanzano – e mostrato il volto di una Catanzaro viva, plurale, inclusiva e capace di valorizzare le differenze. Molti partecipanti ci hanno detto di essersi sentiti finalmente accolti e meno soli: credo che questo sia il risultato più prezioso».
Per gli organizzatori, però, il Catanzaro Pride non rappresenta un punto di arrivo. La manifestazione vuole essere l'inizio di un nuovo percorso fatto di confronto, sensibilizzazione e contrasto a ogni forma di discriminazione, violenza ed esclusione.
«Il Pride non termina con l’ultima canzone o quando si spengono le luci – chiarisce Carpanzano –. Da sabato comincia una fase nuova. Continueremo a lavorare nelle scuole, nei luoghi della cultura e negli spazi sociali, perché la visibilità deve trasformarsi in consapevolezza e la partecipazione in cambiamento».
Dal quartiere marinaro è partito così un messaggio rivolto a tutta Catanzaro e alla Calabria: le differenze possono diventare una ricchezza quando vengono conosciute, accolte e rispettate.
«Sabato Catanzaro non ha soltanto ospitato il suo primo Pride: lo ha accolto e fatto proprio. Questa città ha dimostrato di essere pronta. Ora dobbiamo continuare a camminare insieme, perché nessuno debba più sentirsi solo, invisibile o fuori posto. Catanzaro appartiene a tutte e a tutti», conclude Giovanni Carpanzano.