Calabria, Enzo Bruno: «I Comuni non siano lasciati soli nella gestione dei beni confiscati»

Il vicepresidente della Commissione contro 'ndrangheta e corruzione chiede una rete istituzionale per sostenere i sindaci e valorizzare il patrimonio sottratto alle cosche

A cura di Redazione
21 luglio 2026 20:29
Calabria, Enzo Bruno: «I Comuni non siano lasciati soli nella gestione dei beni confiscati» - Foto Uff. Stampa Enzo Bruno
Foto Uff. Stampa Enzo Bruno
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Reggio Calabria – I Comuni non devono essere lasciati soli nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. È il messaggio lanciato dal vicepresidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa, Enzo Bruno, intervenuto durante l'audizione dell'assessore regionale alla Legalità, Sicurezza e Valorizzazione dei beni confiscati, Antonio Montuoro.

Secondo Bruno, restituire rapidamente i beni confiscati ai cittadini rappresenta uno degli strumenti più efficaci per indebolire il potere delle organizzazioni mafiose. Richiamando la legge Rognoni-La Torre, il vicepresidente ha ricordato come il principio di colpire i patrimoni illeciti abbia segnato una svolta nella lotta alle mafie, evidenziando però le criticità ancora presenti.

«Troppo spesso – ha affermato – i beni vengono confiscati ma non tornano realmente alla collettività, oppure vengono assegnati ai Comuni senza che questi dispongano degli strumenti necessari per gestirli».

Particolare attenzione è stata rivolta alle difficoltà dei piccoli enti locali, che, secondo Bruno, necessitano di un sostegno concreto. Da qui la richiesta di una rete istituzionale che coinvolga Regione, Prefetture, Agenzia nazionale per i beni confiscati e Governo, affinché i sindaci possano operare senza subire pressioni o intimidazioni.

Nel corso dell'intervento è stato affrontato anche il tema di Scordovillo, a Lamezia Terme, dove il vicepresidente ha sottolineato la necessità di un confronto istituzionale con i sindaci per affrontare situazioni complesse, al di là delle appartenenze politiche.

Tra le possibili soluzioni, Bruno ha indicato anche l'utilizzo di immobili confiscati alla criminalità organizzata presenti a Lamezia Terme per offrire una risposta abitativa alle famiglie del campo rom, evitando lo sradicamento dal contesto sociale e favorendo un percorso condiviso con gli enti locali.

In chiusura, il vicepresidente ha ribadito l'impegno della Commissione nel rafforzare la collaborazione tra tutte le istituzioni, sottolineando che trasformare i beni sottratti alle cosche in strumenti di sviluppo, inclusione e riscatto sociale rappresenta una delle azioni più significative nella lotta alla 'ndrangheta e un modo concreto per onorare il sacrificio di chi ha perso la vita combattendo la mafia.

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