Anthony Hopkins compositore a 88 anni, arriva il suo primo album 'Life Is a Dream'

(Adnkronos) - A 88 anni Sir Anthony Hopkins aggiunge un nuovo capitolo alla sua carriera e si presenta al pubblico in una veste inedita: quella di compositore. Il suo album d’esordio, 'Life Is a Dream', raccoglie 12 composizioni scritte nell’arco

A cura di Redazione
21 agosto 2026 15:53
Anthony Hopkins compositore a 88 anni, arriva il suo primo album 'Life Is a Dream' -
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(Adnkronos) - A 88 anni Sir Anthony Hopkins aggiunge un nuovo capitolo alla sua carriera e si presenta al pubblico in una veste inedita: quella di compositore. Il suo album d’esordio, 'Life Is a Dream', raccoglie 12 composizioni scritte nell’arco di oltre sessant’anni ed è stato pubblicato oggi da Decca Records. Il disco è stato registrato ad aprile all’Alexandra Palace di Londra con la Philharmonia Orchestra, sotto la direzione del maestro Gustavo Dudamel. Per Hopkins, però, la musica non rappresenta una nuova scoperta, ma il ritorno a una passione coltivata fin dall’infanzia. 

"Il mio primo amore, o meglio la mia vera vocazione, è la musica", racconta l'attore britannico premio Oscar per 'Il silenzio degli innocenti', interpretando Hannibal Lecter. Cresciuto in Galles nel dopoguerra, Hopkins iniziò a suonare il pianoforte a quattro anni e compose il suo primo brano, un valzer, nel 1960, quando aveva 22 anni. Rispetto alla recitazione, la composizione gli offre una libertà maggiore. "La recitazione è una disciplina, devi conoscere bene quello che fai. La musica, per me, è una forma d'arte libera", spiega. La musica ha accompagnato anche parte della sua carriera cinematografica. Hopkins ha composto per diversi film, a partire da 'Viaggio in Inghilterra', pellicola del 1993 nella quale interpretava lo scrittore C.S. Lewis. In seguito ha lavorato alle musiche di 'August', 'Slipstream' ed 'Elyse', produzioni nelle quali è stato coinvolto anche come attore e, in alcuni casi, regista. 

'Life Is a Dream', titolo ispirato all'opera teatrale del drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca, è soprattutto un viaggio nella memoria. Hopkins racconta di aver riversato nell'album i ricordi dell'infanzia, dell'adolescenza e degli anni della crescita in Galles. Al centro delle composizioni c'è anche una riflessione sul tempo e sulla mortalità. "La vita è un lungo addio", osserva l'attore, ricordando che "dal momento in cui nasciamo, cominciamo a morire". Una considerazione pronunciata con ironia, ma che attraversa l'intero progetto musicale. 

Il primo singolo, '1947: Suite for Solo Piano and Orchestra: II. Bracken Road', fa parte di una suite in tre movimenti ispirata a un'estate trascorsa nel Galles meridionale. Il brano, spiega Hopkins, è attraversato da malinconia e nostalgia, anche grazie al ruolo del violoncello. "È il suono accolto della nostalgia, dello strano e bizzarro dolore della vita", racconta. Un sentimento che, nella sua visione, è legato al desiderio e alla ricerca. Un'altra composizione, 'Stella Aria', prende invece il nome dalla moglie Stella Hopkins, attrice e regista. Il brano affronta il tema della solitudine, ma conduce, secondo il compositore, verso una "pura felicità". 

La collaborazione con Gustavo Dudamel è nata anche grazie a Bradley Cooper. L'attore aveva assistito alcuni anni fa a un'esecuzione delle composizioni di Hopkins con la Birmingham Symphony Orchestra, diretta da Michael Seal, e contribuì a mettere in contatto Hopkins con il direttore venezuelano. Dudamel ha poi accettato di dirigere le registrazioni dell'album. Per Hopkins, l'esperienza è stata anche un'occasione di stupore davanti alla propria musica. "Sono seduto lì e penso: come diavolo ho fatto a scrivere questa musica? Non ne ho idea", racconta. Dudamel, al contrario, ha definito le composizioni "profonde" e capaci di riflettere la stessa immaginazione e verità emotiva che hanno caratterizzato il lavoro dell'attore sul palcoscenico e al cinema. 

L'uscita dell'album potrebbe essere soltanto l'inizio. Hopkins guarda già a possibili esibizioni dal vivo e indica senza esitazioni il luogo nel quale vorrebbe suonare: Carnegie Hall, a New York. Il desiderio ha radici lontane. Da bambino rimase colpito dal film del 1947 'Carnegie Hall' e ricorda ancora le parole della madre, convinta che un giorno avrebbe suonato proprio lì. A quasi 89 anni, Hopkins continua dunque a inseguire un sogno. Dopo una vita consacrata alla recitazione, la musica gli offre oggi una nuova possibilità di espressione. 'Non ho paura della mortalità', dice. 'Sono semplicemente molto grato di aver vissuto così a lungo'. E, ancora una volta, il sogno sembra non essere finito. (di Paolo Martini) 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 21 agosto 2026

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