LA PROTESTA

Agricoltori a Roma, il Movimento Popolare attacca il Governo: "Il silenzio si pagherà nelle urne"

Circa 800 lavoratori arrivati dal Sud e da altre regioni per protestare contro il caro vita e la crisi dei settori produttivi. Nessuna apertura da Palazzo Chigi

A cura di Redazione
27 ottobre 2026 19:15
Agricoltori a Roma, il Movimento Popolare attacca il Governo: "Il silenzio si pagherà nelle urne" - Foto: Uff. Stampa Movimento Popolare
Foto: Uff. Stampa Movimento Popolare
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La dignità dei lavoratori della terra, del mare e dei trasporti si è ritrovata questa mattina davanti al silenzio del palazzo del Governo. La delegazione imponente del Movimento Popolare Nazionale ha pacificamente raggiunto la Capitale, presidiando Piazza di Montecitorio per gridare la rabbia dei settori coinvolti e di un’intera nazione schiacciata dal caro vita e dal collasso dei settori produttivi. Una mobilitazione ordinata che ha registrato un isolato momento di battibecco provocato da una persona estranea alla manifestazione, prontamente allontanata dai manifestanti stessi per garantire lo svolgimento civile della protesta.

Il successo in termini di partecipazione è stato straordinario, se si considera il sacrificio compiuto dai partecipanti arrivati a bordo di circa 50 auto e 18 autobus. Circa 800 lavoratori sono infatti partiti nel cuore della notte dalla Calabria e da altre regioni del Sud per un viaggio estenuante, e reso possibile unicamente dallo sforzo economico dei singoli che si sono autotassati di 30 euro a testa.

Di fronte a questo sacrificio, né la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni né alcuno dei ministri ha pensato di affacciarsi o di accogliere una rappresentanza dei manifestanti a parlare. Una mortificazione inaccettabile che gli agri-manifestanti hanno incassato con profonda amarezza ma anche con lucidissima rabbia. Ringraziamo invece il Senatore Nicola Irto del PD, e le deputate Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle e Maria Elena Boschi di Italia Viva-Casa Riformista, tra i pochi ad essere scesi a dare solidarietà alla piazza e impegnati a portare la questione sul tavolo nazionale.

Il Movimento intende ricordare al Governo che la maggior parte della gente che oggi ha manifestato è la stessa che, riponendo fiducia nelle promesse elettorali, ha votato questa maggioranza portandola al potere. Sappiano che questa rabbia griderà vendetta, una vendetta politica che si consumerà senza sconti nelle urne elettorali. La Meloni e i suoi ministri escano fuori dai palazzi e guardino in faccia la realtà prima che sia il voto a ricordarglielo.

Il Movimento Popolare Nazionale non si farà intimorire dall’indifferenza di Roma. Se il Governo centrale pensa che il silenzio possa fermare la rivolta dei veri produttori, ha sbagliato clamorosamente i suoi calcoli. La battaglia non si ferma, anzi. I sit-in e i presidi sparsi strategicamente su tutto il territorio regionale e nazionale proseguiranno a oltranza anche nei prossimi giorni. Non faremo un solo passo indietro finché non otterremo risposte definitive.

Movimento Popolare Nazionale

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