Ad aprile sale l'inflazione in Italia: +2,8%. Su anche il carrello della spesa

(Adnkronos) - Ad aprile 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione in Italia sale a +2,8%, sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli energetici (+9,5% da -2,1%) e degli alimentari non lavorati (+6,0

A cura di Redazione
30 aprile 2026 11:51
Ad aprile sale l'inflazione in Italia: +2,8%. Su anche il carrello della spesa -
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(Adnkronos) - Ad aprile 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione in Italia sale a +2,8%, sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli energetici (+9,5% da -2,1%) e degli alimentari non lavorati (+6,0% da +4,7%). Lo rileva Istat spiegando che "un parziale effetto di freno alla crescita dell’inflazione si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona" (+3,0% da +2,6%).

L’inflazione di fondo scende a +1,6% (da +1,9%). L’inflazione acquisita ad aprile, per il 2026, è pari a +2,4%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente).

E ancora: ad aprile, il tasso di variazione annuo del cosiddetto carrello della spesa, che include i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,3%), rileva Istat.

L'inflazione annuale nell'area euro è attesa al 3% ad aprile 2026, in netto aumento rispetto al 2,6% di marzo, secondo una stima flash di Eurostat. Il dato supererebbe quello previsto, pari a 2,9%. Escludendo energia, alimenti, alcol e tabacco, la stima dell'inflazione nell'eurozona è stimata al 2,2%.

Guardando alle principali componenti dell'inflazione nell'area euro, si prevede che l'energia abbia il tasso annuale più elevato ad aprile (10,9%, rispetto al 5,1% di marzo), seguita dai servizi (3%, rispetto al 3,2% di marzo), dagli alimenti, bevande alcoliche e tabacco (2,5%, rispetto al 2,4% di marzo) e dai beni industriali non energetici (0,8%, rispetto allo 0,5% di marzo).

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